Da sinistra gli insulti “democratici” alla piazza di destra: ” Topi e blatte”

Economia e Politica

Ipse, Zingaretti, dixit al festival dell’Unità a Milano: “Non dobbiamo avere un atteggiamento presuntuoso, di spocchia o di chiusura, ma di rispetto per le dinamiche degli altri. Per costruire processi veri e non solo per andare a governare” E così dopo defezioni illustri, il mite segretario del PD, sancisce un modus comportamentale e di pensiero conciliante. Ammettendo implicitamente che quella spocchia da unti dal Signore c’era e rimane nei pensieri segreti di un partito che ha fatto di una supposta superiorità il birignao quotidiano.

Ma il Sindaco di Bosco Marengo Gianfranco Cazzaniga, in quel lontano paesino in provincia di Alessandria, non ha sentito la raccomandazione, perché c’è piazza e piazza e quella di Salvini-Meloni è stata definita dallo spocchioso sindaco “Stamane fogne libere. Topi blatte, tutti a piazza Montecitorio a inneggiare alla loro democrazia”. E c’è un disprezzo, un invito a odiare quel popolo del Centrodestra che è, sì, presuntuosamente discriminante. Stigmatizza Giorgia Meloni “Il Sindaco di Bosco Marengo chiama ‘topi e blatte’ migliaia di mamme, papà, anziani, giovani scesi in piazza contro il patto della poltrona. Ora ha cancellato il post. Se avesse dignità si dimetterebbe e chiederebbe scusa. Ecco la considerazione del popolo della sinistra: che schifo!”.  Beh… dalle parole di Cazzaniga si deduce che ci sono due concetti di “democrazia”, e che i topi e le blatte libere escono dalle fogne per rivendicare…che cosa? E le piazze si sinistra, dei Centri sociali che vomitano insulti e odio da dove sono stati liberate? Certo, adesso, Conte vuole un linguaggio sobrio e Zingaretti suggerisce di dimenticare la spocchia, perché è questo il lessico del Potere.

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