L’Italia in Crisi: la versione di Renzi

Politica

In questa serie di articoli vogliamo darvi una visione per quanto possibile chiara di quanto è successo e, con un po’ di fortuna, di quanto accadrà. Un’avvertenza, per quanto riguarda il futuro: le previsioni scadono con cadenza di dodici ore. Quello che è valido la mattina, raramente ammirerà il tramonto. Stasera va in scena il primo voto, che rischia di essere anche il più decisivo. Si dovrà, infatti decidere la data del voto di sfiducia. Se questo fosse successivo al 20 Agosto, sfumerebbe la possibilità di votare a fine Ottobre. E quindi di votare nel 2019, aprendo al strada ad un governo giallorosso. Come stanno affrontando la cose le forze in campo?

Salvini ed i suoi

Si narra nei boatos della politica che, nei confronti di FI, non di alleanza si tratterebbe, ma di annessione. Non riesco ad immaginare nulla di più adatto a scoraggiare la voglia di rientro, oggi, alle 18 per votare sull’ordine dei lavori. Già i Renziani stanno facendo pressioni sull’ala moderata, queste mire egemoniche non aiutano proprio. Per il resto continuano le schermaglie con i Grillini, che si concluderanno con un bagno di sangue nei prossimi mesi. Chiudete le bacheche, signori, i fumi tossici potrebbero presto divenire letali.

Di Maio ed i suoi

No a Renzi, urlano i gruppi Parlamentari Grillini. E ci credo, ne sono intimoriti. A ragione. Al momento è quello che più di tutti ha approfittato della crisi. Quindi loro chiedono un rapporto diretto col segretario. Zingaretti contropropone un governo di legislatura. O forse no, è solo un’idea di Marcucci. In ogni caso ai Cinque Stelle non dispiace come soluzione. Gli consentirebbe di liberarsi di Di Maio e rifarsi una verginità. Se governo sarà, probabilmente sarà così.

Zingaretti

Siamo alla schizofrenia più completa. Era partito con la volontà di dialogare, ma vistosi superato da Renzi ha provato a resuscitare l’accordo con Salvini. La motivazione per far saltare il tavolo sarebbe che così si consegna il paese alla destra. Ora, riflettiamo con calma: se si votasse domani chi vincerebbe? Se si voterà tra quattro anni chi vincerà? Mentre alla prima domanda si deve rispondere Salvini, la seconda non dà adito ad altrettante certezze. Questo lo sa più o meno chiunque, così come è chiaro il vero problema: un patto lungo quattro anni darebbe a Renzi il tempo di spaccare il partito, e portarsi a casa il consenso. Purtroppo per il Segretario, si è dimostrato inequivocabilmente che i gruppi non li comanda lui, quindi tocca abbozzare.

Renzi e amici

Un genio politico di Dalemiana memoria. Che adesso affronta la battaglia più difficile: far nascere un governo che controllerà lui, ma senza farlo capire ai cinque stelle. Che sonoa nche gli unici ing rado di far saltare il banco. Stasera si gioca la grande partita. A Matteo serve il tempo. Tutto il resto può procurarselo in seguito. Ma il tempo, il tempo devono darglielo gli altri. Ha bisogno di una ventina di assenze tattiche in casa FI. E che nel misto i cinque dissidenti Grillini non interferiscano. Vedremo alle 20 se ci riuscirà. E quanto avanti manderà la discussione. Il 20 Agosto sarebbe una buona data, il 27 l’ottimo.

Forza Italia

Un accordo con Salvini appare sicuro. La Casellati è riuscita, con intelligenza e finezza, a dare a Salvini tutto quello che chiedeva (non soccombere nella Capigruppo) senza infrangere le regole del Senato. Se questo accordo prevederà il suicidio, però, sarà stato tutto inutile. Vedremo come evolverà la trattativa. In ogni caso tante care cose a Toti, mi sembra sempre più evidente che la sua strategia stai pagando.

Fratelli d’Italia

Prossimi protagonisti di Chi l’ha visto.

Il PDNV

Oggi grande giornata per il Partito del Non Voto, ci si gioca tutto su assenza, astensioni e gruppo misto. Potrebbe già oggi chiudere la partita definitivamente, Ma anche dovessero eprdere, domani avrebbero la rivincita.

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