L’ITALIA IN GINOCCHIO IN PIENA ESTATE

Cronaca

Altro che diluvio universale

Se non avessimo scoperto le scienze metereologiche e credessimo ancora nelle punizioni divine, sicuramente la giornata di ieri sarebbe stata concepita come una condanna di massa: grandinate violente, uragani, nubifragi e incendi.

Un furioso temporale ha spazzato con tutta la sua forza la costa adriatica: una devastante grandinata ha colpito Pescara, dove si contano una ventina di feriti e molte strade del centro sono state invase da un fiume di acqua e fango. Bagnanti e turisti sono dovuti scappare dalle spiagge.

A Grottamare il vento ha ribaltato un pedalò. Sono volati ombrelloni negli stabilimenti balneari e dai terrazzi dei palazzi. Sulla superstrada Ascoli mare, all’altezza dello svincolo per Monsampolo del Tronto in direzione capoluogo, un albero è stato scaraventato dal vento ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per rimuoverlo dalla carreggiata.

Un uomo colpito da un fulmine è morto a Osimo, in provincia di Ancona, durante la tempesta di pioggia e vento che si è abbattuta sulle Marche.

Gravi danni anche a Pesaro, dove si sono registrati black out elettrici su diverse zone, allagamenti e incidenti stradali.

Grandine di grosse dimensioni ha colpito anche il Nord della Puglia, dove si registrano danni alle coltivazioni.
In mattinata non è andata meglio a 
Milano Marittima, dove fortissime raffiche di vento hanno spazzato via ogni cosa, sradicando molti alberi che si sono sfracellati al suolo distruggendo numerose automobili.

Nel frattempo in Sicilia il caldo atroce ha provocato un gran numero di incendi. Il più grave è quello che ha colpito il litorale della Plaia di Catania. Centinaia di bagnanti per sfuggire alle fiamme si sono buttati in acqua. Sono poi stati evacuati via mare da gommoni e mezzi navali dei vigili del fuoco e della guardia costiera. Tra loro ci sono 40 bambini che erano rimasti bloccati nei lidi Azzurro e nella colonia Don Bosco e sono stati messi in salvo da motovedette della capitaneria di porto. Sul posto stanno operando anche mezzi aerei del corpo forestale e dei pompieri. Un vigile del fuoco ha accusato un malore mentre lavorava per spegnere l’incendio ed è stato trasportato all’ospedale Cannizzaro di Catania. Sono decine le auto distrutte dal rogo. Interventi di soccorso sono stati effettuati da vigili del fuoco, capitaneria di porto e guardia di finanza. Impegnati anche con proprie autobotti agenti della polizia di Stato e militari dell’esercito per spegnere l’incendio.

Alle ore 20,40 sono riprese le operazioni all’Aeroporto di Catania. Sono stati dirottati 7 voli provenienti da Fiumicino, Siviglia, Malpensa (2 voli), Bologna, Zurigo, Londra Gatwick, Linate.

Nella notte diversi incendi sono stati appiccati tra la provincia di Trapani e Palermo. Ci sono almeno 20 fuochi, tra questi quello di Alia, nell’entroterra palermitano, dove le fiamme hanno messo in pericolo anche alcune abitazioni di contrada Cavaro di Alia. Oltre all’allarme scongiurato per le case, c’è stato l’enorme danno alla vegetazione della zona: diversi ettari di macchia mediterranea sono andati in fumo.

Altri due incendi hanno interessato il Siracusano. I roghi nella zona delle saline di Priolo Gargallo, vicino la centrale Enel Archimede, lungo il litorale di Agnone Bagni. Nella zona delle saline l’incendio, di vaste dimensioni, si è sviluppato dalla tarda mattina e fa temere per la sorte dei fenicotteri ospitati nella Riserva Naturale Orientata Saline di Priolo, coinvolta dalle fiamme. Evacuata la spiaggia di Marina di Priolo, dove c’erano numerosi bagnanti, che è stata invasa dal fumo nero. In azione vi sono i Vigili del fuoco, gli uomini della Forestale e della Protezione civile ed un canadair. Il lavoro dei pompieri è stato reso difficile perché le fiamme sono state alimentate dal forte vento. Massima allerta per piccoli focolai anche a ridosso della zona industriale. Il tratto vicino Melilli dell’autostrada Siracusa – Gela è stato chiuso al traffico.

Un rogo sviluppatosi a Siracusa, in via Pasquale Salibra, nella zona della Pizzuta, ha richiesto l’evacuazione di alcune abitazioni.

Andrea Curcio

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