Dicono, sussurrano, spiano i loro gesti, le loro parole, ma quell’affinità di idee così sentita, quell’ammirazione reciproca per pensieri e valori, se non è idillio è perché non si può. Non sarebbe forse politicamente corretto, darebbe fastidio agli equilibri di due vite da tempo percorse secondo schemi disegnati. Ma Boldrini e Lerner, figli della stessa pasta di bronzo, si fiutano da lontano, scambiano opinioni nate dalle stesse radici di pensiero, nel cuore migranti e rom, gli eroi a volte incompresi dalla plebaglia ignorante del momento. Il maschietto, Lerner, si è espresso “Laura ti voglio bene” in quel lungo parlare di politica, di diritti, contro quel selvaggio di Salvini.
Mi hanno detto, o meglio sussurrato, che là a Lampedusa hanno costruito per loro uno scranno rosso, davanti a una piazzola per far danzare e alzare la voce dei bonghi dei migranti finalmente liberi. Laura Boldrini ha ripreso la sciarpa rossa da pasionaria e Lerner ha finalmente adottato un paio di occhiali trendy. I bene informati dicono di aver prenotato una notte di luna piena e tante stelle che ridono. Una serata da incorniciare e chissà…se Salvini saprà chiudere un occhio. Dicono che non sia vero? Peccato.

Soggettista e sceneggiatrice di fumetti, editore negli anni settanta, autore di libri, racconti e fiabe, fondatore di Associazione onlus per anziani, da dieci anni caporedattore di Milano Post. Interessi: politica, cultura, Arte, Vecchia Milano