Il salario minimo spiegato ai comunisti (a cinque stelle)

Economia e Politica

Un bambino raggiunge il sogno della sua vita: l’ultimo piano della Tour Eiffel. Saluta contento il padre rimasto a terra causa vertigini. Se un passante importuno, un moderno Socrate, vi chiedesse chi è più alto tra il bambino ed il padre, cosa rispondereste? Certo, il padre è NORMALMENTE più alto. Ma il bambino, che è di solito più basso, ha sotto i piedi la torre. Quindi? Quindi prima di dare una risposta dovreste chiedere al moderno rompipalle Socrate (al pari dell’antenato, va detto) di chiarire meglio la questione. E lo stesso dovreste fare se foste dei dipendenti quando un Cinque Stelle vi propone di passare da 8 euro l’ora con Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro al salario minimo orario di 9 euro.

Nei vostri 8 euro, infatti, ci sono alcune cosucce che date per scontato (tredicesima, ferie, welfare aziendale e così via) che un salario minimo non ha. Necessariamente non ha. Perché si applica, per definizione a tutti. Dal fattorino all’impiegato. Quindi, se il datore di lavoro potesse scegliere, spassionatamente, tra darvi 9 euro senza fronzoli ed 8 con tutti i diritti sceglierebbe senza dubbio il primo. Su questo spero concorderemo. D’altronde, se improvvisamente tutte le mansioni con poco o nulla valore aggiunto (si pensi al fattorino) raddoppiassero o triplicassero il costo orario delle due l’una: o si tornerebbe al nero o si rinuncerebbe direttamente al lavoratore.

Il salario minimo è una di quelle norme bellissime, con una storia nascosta, che alla sinistra piacciono un sacco. Nato all’inizio del 900 per impedire ai neri Americani di rubare il lavoro ai bianchi, è stato sistematicamente il padre della disoccupazione. Prima della sua introduzione la disoccupazione dei neri era inferiore a quella dei bianchi. Dopo è sempre stata superiore. Bene, dirà qualcuno (di certo non io), così diamo più lavoro agli Italiani. Sì, allora andò così. C’è un ma. Un MA grande come una casa. Ed ha a che fare con i numeri.

Tutti, ma dico tutti, inclusi organismi internazionali a cui della cosa non frega assolutamente nulla se non sul piano numerico, asseriscono che 9 euro siano troppi. Pagare 9 euro la donna delle pulizie, il fattorino, il portiere è un suicidio. Lo stipendio medio è di 11 euro. Per essere medio, significa che qualcuno viene pagato assai meno. Voi direte: bella forza, dobbiamo prendere di più. Sì, certo. Salvo poi chiedere la svalutazione competitiva. Cosa c’entra? Se svaluti i salari valgono meno, quindi la prima cosa che succede è che paghi meno gli operai. Perché? Perché al momento costano troppo. E questa norma esacerba il problema.

Quindi, nell’eterna litania di sciocchezze di questo governo, questa si candida a battere persino la nazionalizzazione di Alitalia. O delle autostrade. Perché riesce, con un unico abile colpo da maestro, a scontentare lavoratori e datori di lavoro. Una mossa geniale. Degna del miglior Toninelli.

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