Alessandro Di Battista, ma chi è costui?

Economia e Politica

In un pollaio di dilettanti presuntuosi e di avventurieri ambigui che costituisce la “proprietà politica” della Casaleggio ed Associati Srl è apparso un Tale Di Battista.
Mentre da quella parte abbondano ministri, sottosegretari, uomini e donne investiti di cariche politiche che nessuno conosce anzi, dovrebbe dirsi, abbondano le cariche politiche affidate a personaggi ignoti (chi è il Ministro degli Esteri? E chi il Ministro della Pubblica Istruzione? Etc. etc.). Alessandro Di Battista è un uomo che non ha nessuna carica (e non fa nessun mestiere) il cui nome da un mese a questa parte ci viene spiattellato in tutte le salse nei titoli dei giornali.
La sua faccia, la sua mimica da attore caratterista di basso livello agitato, compaiono continuamente in televisione. Perché? Qualcuno lo saprà. Nei misteri del Klan dei Casale(gge)si deve avere un ruolo segreto importante. Infatti, pur non essendo ufficialmente che il Sig. Nessuno, gli è persino permesso di parlare con i giornalisti, cosa vietata a Senatori e Deputati 5 S.
Perché è scappato fuori ora?
E, soprattutto perché finora era rimasto totalmente nell’ombra? E’ un neofita della banda Cinquestelle?
Nossignori. Pare che questo Di Battista sia stato sempre un Cinquestelluto importante.
Però era in vacanza. O, come si dice in certi ambienti intellettuali, si godeva un suo “anno sabbatico”. Un anno passato in Centroamerica, se non sbaglio. Uno strano “politico” (cioè, scusate, dimenticavo che i Casale(gge)si sono “antipolitici”) che si mette in aspettativa, perché ha avuto un figlio e deve occuparsi di pannolini. E li va a sciacquare nelle acque Centroamericane.
Questa è la gente alla quale sono affidate le sorti del nostro povero Paese.
Giocano con le cose serie. E sono convinti di essere il “nuovo”. E piegano ai loro scherzi le sorti del Paese, le sue istituzioni, il suo diritto, la sua storia, alle esigenze del loro baloccarsi.
Un moto di ribellione mi prende di fronte non all’esistenza dei Di Battista (e dei Di Majo, dei Toninelli etc. etc.) ma di fronte a chi li sopporta e spera che “piano piano” miglioreranno, cresceranno, impareranno il mestiere.

Sono questi i veri insopportabili.

Mauro Mellini POST

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