Il commento di Luciano alla 35a giornata di serie A

Sport
Inizia il Venerdì la quart’ultima puntata della telenovela pallonara in Italia. E inizia con un derby che in altri tempi avrebbe avuto toni ben più acuti, in quel di Torino. Ma la Mole, stavolta, lo celebra un pò sonnecchiando da parte bianconera. Perchè se è vero che resta pur sempre la rivalità cittadina, la squadra ormai già campione d’Italia per l’ottava volta consecutiva, non affonda più di tanto il piede sull’acceleratore. E’ il Toro a cercare i 3 punti che gli servirebbero per sognare ancora in chiave Champions, ma alla fine non li trova per “colpa”, indovinate di chi? ma ovviamente di quel cecchino che non smette di cancellare anni dalla sua carta d’identità. E’ sempre lì, anche quando sembra non esserci. E la zampata arriva puntuale, a siglare un altro pareggio che nullla cambia in cima, ma poco serve agli avversari. Poco (si fa per dire…) più in basso in classifica, l’Inter manca il match point per la sicurezza Champions, e Sabato sera si lascia frenare da una Udinese volitiva, ma palesemente poco attrezzata per mettere seriamente in angustie la pur svogliata combriccola nerazzurra. Occasioni diverse, e quasi tutte da una parte sola, che non è quella di Handanovic. Ma palle in rete, zero, per tutti. L’altro anticipo del Sabato vede la Spal festeggiare la salvezza a spese di un Chievo ormai con entrambi i piedi in B. Quaterna secca, e buonanotte, anche la lotta per la retrocessione è ormai archiviata per due delle 3 squadre in coda, Chievo e Frosinone. Domenica di sorprese (amare per qualcuna) nelle partite rimanenti, dove la Lazio si arrende all’Olimpico contro un’Atalanta sempre più concreta e sempre meno sorprendente, e la Roma a Genova che gioca bene ma pareggia e rischia la sconfitta nel finale. Napoli col brivido, rimonta e vince di rigore sul Cagliari negli ultimi minuti e nel maxi recupero. Pareggi con gol anche per Sassuolo e il Frosinone, ormai matematicamente retrocesso, e per Parma e Sampdoria con Quagliarella ancora sugli scudi, a 25 gol con la doppietta di oggi.
Juventus – Torino 1-1
Nel primo tempo meglio il Torino. I granata sovrastano con alti ritmi la Juventus e alla prima buona occasione la mettono sotto. Al 18′ , controllo sbagliato di Pjanic, Lukic piomba sul pallone e batte Szczesny con il destro. La Juve reagisce con Matuidi ma Sirigu non si fa sorprendere, CR7 prova dalla distanza senza successo. Il possesso granata smorza le reazioni bianconere e la prima frazione si chiude con il vantaggio del Torino di Mazzarri.
Nella ripresa la Juventus ci prova, ma il Torino non si scompone e difende con ordine. Spinazzola, tra i migliori della Juve, va vicino al pareggio con una pregevole azione personale. I granata sembrano in grado di difendere fino alla fine, ma all’ 84′,  un cross dello stesso Spinazzola trova ancora una volta lo stacco perfetto di Ronaldo, ed è 1-1, punto ottimo per il Torino e la sua rincorsa europea.
Chievo – Spal 0-4
La Spal è ufficialmente salva. A 4 giornate dalla conclusione sono 13 punti di vantaggio sull’Empoli terz’ultimo, qundi matematica dice che finisce qui la corsa. Il 4-0 al  Chievo, è firmato dalla doppietta di Felipe e dalle reti di Floccari e Kurtic. All’8′ Felipe di testa su azione da corner, al secondo minuto della ripresa Diuoussè (Chievo) perde palla, la prende Kurtic che serve Floccari, ed è il 2-0. Felipe fa doppietta al  56′, e Kurtic chiude la goleada all’81’. La storia del Chievo in A si era già chiusa da tempo, anche per via dei punti di penalizzazione iniziali. Per la Spal, la seconda stagione consecutiva in A è ottima ragione per far festa.
Udinese – Inter 0-0
L’Inter non riesce a mettere quella che poteva essere la pietra tombale sui tentativi di rimonta degli avversari per il terzo posto, e a sua volta rischia qualcosa sulla qualificazione per la prossima Champions League. La squadra di Spalletti avrebbe il potenziale sufficiente per chiudere la partita già nel primo tempo, ma si limita ad un fraseggio poco utile in fase conclusiva, con errori di mira sulle occasioni che pure si sono create. Qualche gran parata di Musso, non giustifica quello zero all’attivo nonostante i 21 tiri totali. Calci di rigore reclamati, uno per parte, bocciati entrambi dall’arbitro Rocchi: una spintarella di Brozovic in area ai danni di Mandragora, forse una caduta troppo scontata, e un capitombolo di Icardi (entrato in coppia con Martinez al 63′) dalla parte opposta non convincono Rocchi. Nel finale, tuttavia, la chance più eclatante è per Keità, che arriva in scivolata a nemmeno un metro dalla porta, ma Musso riesce miracolosamente a deviare d’istinto in calcio d’angolo. Il resto è chiuso nel triplice fischio dell’arbitro, che manda tutti a casa con un punto utile per i friulani, e uno poco utile per l’Inter, che ora dovrà guardarsi le spalle per proteggere il terzo posto e un vantaggio assottigliatosi pericolosamente, a 3 giornate dal termine.
 
Empoli – Fiorentina 1-0
Incontro di lotta nel derby toscano, e la spunta l’Empoli grazie anche a grandi interventi del suo portiere Dragowski. Bombardato da ogni posizione dagli attaccanti viola, dice di no a tutti, da ultimo Vlahovic che a 9 minuti dal termine credeva di aver raggiunto il pareggio, ma si è visto incredibilmente respingere un pallone destinato in fondo alla rete. L’Empoli aveva iniziato forte, e al minuto 8 stava per beneficiare di un calcio di rigore per fallo di Pezzella, ma la decisione dell’arbitro cambia dopo consulto al VAR, e si trasforma in calcio d’angolo. Primo tempo con tante occasioni ma senza gol, e l’unico arriva solo dopo 10 minuti della ripresa per merito di Farias, che di testa anticipa Milenkovic su cross di Di Lorenzo. La partita si chiude in pratica su questo punto, nonostante gli assalti viola con l’ultimo miracoloso salvataggio di Dragowski su Vlahovic. La Fiorentina è in crisi d’astinenza da vittorie, l’ultima delle quali risale a due mesi e mezzo fa.
Parma – Sampdoria 3-3
Diluvio dal cielo, ma sul campo piovono anche i gol e il pubblico si accontenta anche del punto, che al Parma serve per l’obiettivo salvezza. Inizia Gervinho a mettere in angustie la difesa blucerchiata, con una discesa delle sue sulla sinistra e cross a rientrare che trova pronto Gazzola alla deviazione vincente, subito Parma in vantaggio. Ma la Samp inizia a fare sul serio e prende campo minuto dopo minuto, provandoci con Jankto e Praet, ma il pareggio arriva su rigore al 28′. Gomito di Di Marco, e tiro dal dischetto del solito Quagliarella. Raddoppio Samp 10′ dopo, con Defrel, che ribatte in rete una respinta dell’ottimo Sepe su tiro di Jankto. Nella ripresa la Samp pensa di chiudere definitivamente il discorso con un terzo gol ad opera di Quagliarella, ma si sbaglia. Entra Siligardi al 65′ e guadagna subito un calcio di rigore per uno sgambetto in area. Stavolta batte Kucka e accorcia le distanze, per arrivare alla fine a pareggiare i conti con un gol del neoentrato Bastoni, al suo primo centro in A. Quasi poker con Caprari per la Samp, fuori di poco. Nel finale, cartellini rossi per Colley e Kucka. Parma ad una vittoria dalla salvezza matematica.
Lazio – Atalanta 1-3
Continua l’ascesa dei nerazzurri bergamaschi di Gasperini, una squadra che sta elevandosi sempre più a protagonista nella massima serie italiana. Oggi di scena all’Olimpico contro la Lazio, che non sarà in gran spolvero ma di certo non è l’ultima arrivata, ha certificato il proprio diritto ad aspirare ad un posto in Champions League, nella prossima stagione. Lazio che sembrava essere partita col piede giusto, in vantaggio dopo soli 3′ con Parolo, su sponda di Caicedo. Ma è fuoco di paglia, l’Atalanta reagisce con  veemenza e, dopo un rischio di raddoppio corso a causa di un destro dal limite di Immobile, trova il pareggio con Zapata su mischia in area. Pochi minuti dopo, Ilicic spreca il 2-1 calciando a lato su pregevole servizio di Gomez. Nella ripresa, l’Atalanta aumenta i giri e subito Ilicic sfiora il nuovo vantaggio con Strakosha che sventa miracolosamente, ma poco prima del quarto d’ora fa centro: Wallace commette una grossolana ingenuità e si fa soffiare il pallone da Gomez, che lancia prontamente in centro area. Manca il tap in Freuler ma dietro c’è Castagne che insacca. Ormai per la Lazio è buio pesto, e la frittata arriva al 76′ ancora ad opera del disastroso quanto sfortunato Wallace, che infila di testa nella propria porta nel tentativo di anticipare un avversario. E ora l’Atalanta ad un punto dal terzo posto dell’Inter, ci crede, nella coppa con le orecchie…
Sassuolo – Frosinone 2-2
Al Frosinone non bastava un pareggio per sperare ancora. In Emilia, sul campo dei neroverdi di De Zerbi, si concretizza la condanna la squadra di Marco Baroni alla retrocessione matematica in Serie B, a 3 turni dalla conclusione. I ciociari, comunque, ci provano. Buon primo tempo con le reti di Sammarco (8′) e Paganini (36′). Nella ripresa, però, De Zerbi trova la combinazione idonea a scardinare la difesa del Frosinone, tornando al 4-3-3 con gli inserimenti di Boga e Babacar. E qui cambia la partita, i neroverdi  accorciano le distanze al 66′ con Ferrari e completano la rimonta raggiungendo il pareggio con il gol di Boga al 78′, ma senza riuscire a ribaltare la gara. Anzi, quasi perdendola se un gol di Dionisi, appena entrato, non fosse rilevato in fuorigioco e quindi annullato.  Al Frosinone resta la ormai certa retrocessione, al Sassuolo forse il rammarico di non aver portato via il bottino pieno, che avrebbe significato il 10° posto in classifica.
Genoa – Roma 1-1
Il vento ligure per poco non causa brividi alla Roma, che dopo essere stata in vantaggio con El Sharawy a 10 minuti dal termine, non solo si fa raggiungere al 90′ da una capocciata di Romero su calcio d’angolo, ma rischia grosso quando, in pieno recupero, Mirante entra male in contrasto su Sanabria e causa un calcio di rigore per il Genoa.  Ma proprio l’attaccante, appena subentrato al posto di Renager, batte malamente dal dischetto e il portiere viene graziato. Roma che perde l’occasione per rimanere in corsa champions, superata dall’Atalanta vincente contro la Lazio e ad un solo punto dall’Inter terza.
Napoli – Cagliari 1-1
Aria di deconcentrazione per il Napoli, che incrocia un Cagliari ancora alla ricerca della sicurezza nella parte bassa della classifica. Gli uomini di Ancelotti tessono tele di gioco come sanno fare e creano diverse occasioni, ma sbagliano parecchio o si trovano la strada sbarrata da un Cragno superlativo. Al punto che, poco oltre il quarto d’ora della ripresa, vanno addirittura sotto per una bella combinazione Barella-Pavoletti, con quest’ultimo che buca Cragno con un gran destro incrociato. Pochi minuti più tardi, al 66′, Mertens mette in rete il possibile pareggio lampo, ma viene stoppato per un fuorigioco. Accelera i tempi il Napoli e all’85’ riesce finalmente l’aggancio, proprio con Mertens su cross preciso di Ghoulam. Ma non finisce nè il tempo, ne la voglia del Napoli di portarsi a casa i 3 punti. I Minuti di recupero, da 5 iniziali diventano 6, con il VAR che l’arbitro Chiffi va a consultare per un fallo di mani di Cacciatore sul limite dell’area, e decide di concedere un rigore al Napoli. Il cronometro avanza, è l’8′ di recupero quando Insigne realizza il rigore che darà la vittoria agli azzurri. Si prosegue però fino al 12 minuto del recupero record, prima che l’arbitro mandi tutti negli spogliatoi. Napoli che convalida il secondo posto, Cagliari ancora alla ricerca del solo punto che manca alla salvezza matematica, ormai virtuale.
Turno che si chiude questa sera alle 20, 30, con Milan – Bologna.

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