Oratorio San Protaso a rischio? Risposta di M4 “Speriamo di no”

Milano

Commissione consiliare congiunta/sopralluogo enti partecipati e mobilità.

Ieri mattina prima uscita da neo eletta dai cittadini al Comitato di Coordinamento di Piattaforma Milano. Può essere  a rischio l’Oratorio di San Protaso, la chiesetta sullo spartitraffico di Lorenteggio e in urgenza Fabrizio De Pasquale si è mosso per convocare una  Commissione Consiliare  Congiunta/Sopralluogo Enti Partecipati e Mobilità. Già oggi arrivano le talpe. Si raduna una piccola folla di 60 persone, De Pasquale, Presidente degli Enti Partecipati, il Presidente della Mobilità Carlo Monguzzi, molti Consiglieri Comunali. Numerosi residenti,  anche di Via Foppa, finalmente si è capito che un problema qui, produce un ritardo lì! Ci sono diversi commercianti, ed essendo una riunione tecnica, da una parte per M4 il Presidente Fabio Terragni e l’Ingegner Marco di Paola direttore costruzioni, dall’altra per i cittadini l’Ingegner Bruno Bernardo Bosco, esperto di costruzione di metropolitane, che nel 2015 aveva predisposto per il Comitato Foppa Dezza Solari una relazione tecnica sul trasporto dello smarino con i nastri trasportatori nel sottosuolo. Meno male! Il progetto originale prevedeva invece di depositare 750.000 tonnellate di terra scavata da Solari a San Babila nei giardini di Via Dezza, per poi trasportarla sino oltre San Cristoforo con 50.000 viaggi di camion, uno ogni dieci minuti! Un progetto secchiello e paletta, molto moderno! Dopo una battaglia a colpi di ricorso al Tar e di Consigli Comunali, fu adottata la soluzione Bosco, evitando un vero disastro per la città intera. E di questo il Comitato Foppa Dezza Solari, di cui sono Segretario e Portavoce, va ben fiero. Torniamo all’Oratorio, la  sera del 2 Marzo mi chiamano, c’è una allerta crepe  in Lorenteggio,  chiedo lumi all’Ingegner Bosco, e il 15 Marzo con lui, accompagnati da Gaetano Bianchi, Presidente di Ascoloren (Associazione Commercianti di Lorenteggio) andiamo in sopralluogo. Responso: le crepe ci sono, numerose, ma non sono dovute al passaggio delle talpe, come in gergo vengono chiamate le TBM. Probabilmente si sono formate prima, al momento della posa dei tiranti. Davanti alla chiesetta invece Bosco si allarma, perché l’Oratorio è dell’anno mille e per questo non ha fondamenta certe. Il Duomo di Milano poggia su pali di legno, ma nel 1000 non si sa, potrebbe anche poggiare solo sul terreno, trovandosi per di più in’un’area che era agricola. Quindi quali sono i rischi? Secondo Bosco, la formazione di crepe e fessure sulle pareti esterne e interne, peccato che ci siano degli affreschi del ‘400 e del ‘600 e peccato che la chiesetta sia sotto la tutela delle Belle Arti e proprio per questo M4 dovette provvedere a spostare di 10 metri la stazione, che al contrario nel progetto era prevista proprio sopra l’oratorio. Non l’avevano vista! A difenderla il tutore Gaetano Bianchi per Ascoloren, a cui è affidata,  Paola Barsocchi,  Presidente degli Amici della “gesetta di lusert” e una moltitudine di cittadini.  In questi tre anni che cosa è stato fatto? Nulla. Perché non è stata protetta? E ora che cosa si potrebbe fare? Bosco in una relazione sostiene che per limitare i danni potenziali, si dovrebbe creare uno schermo profondo con una serie di iniezioni cementizie e silicatiche, che isolino il sottosuolo, dagli abbassamenti generati dagli scavi. Con tale soluzione, realizzabile in quindici giorni, si ridurrebbero altri due rischi. Quello della  caduta degli alberi intorno alla chiesetta,  che potrebbero precipitare sull’edificio stesso o sulla sede stradale. Tradotto, se va bene si blocca il traffico, se va male, non ci voglio pensare.  Ma non è finita, si è detto e scritto che sotto la chiesetta correva un cunicolo, lungo sino alla Basilica di San Vittore, di cui l’Oratorio era dipendenza. Nei tempi, si racconta divenne via di fuga per i  carbonari e rifugio durante le guerre del ‘900 Leggenda? Ora dicono che forse il cunicolo puntava verso la Cascina del Lorenteggio. Non si sa che cosa sarebbe peggio? Se il cunicolo non fosse stato riempito si potrebbero formare buche e avvallamenti sulle sedi stradali. E’ stato riempito? Dicono di sì. Ma è stata fatta una prova? No. Un buco su strada di 2 metri quadri bastava.

Con tutto questo, l’ingegner Di Paola è ottimista, non abbiamo previsto opere “perché non succederà nulla, sono state messe le mire”. Le mire sono quei rilevatori a forma di fisarmonica che sono apposti su tutti gli edifici, ti dicono che c’è un problema, quando si è già verificato. Quindi è tutto al condizionale e non si capisce che cosa pensano di fare , se succedesse qualcosa. Si fermeranno? La Sovrintendenza potrebbe dare l’alt. E al di là del danno all’oratorio si accumulerebbe altro ritardo. Evviva, sono già 15 mesi accertati, secondo i miei calcoli forse 21 e poi??? Andiamo alle calende greche. Se non escono le talpe da Solari, non si può andare avanti con i lavori.

Dei commercianti parliamo in un’altra puntata.

Orietta Colacicco

1 thought on “Oratorio San Protaso a rischio? Risposta di M4 “Speriamo di no”

  1. Bene: noi appartenenti alComitato Foppa Dezza Solari siamo soddisfatti per due motivi: primo perché questa assemblea pubblica all aperto “ufficiale” è stata chiesta è ottenuta da Orietta Colacicco che dal 31 marzo ha ancora più titolo per portare avanti i problemi della zona e di Milano, attraverso La Piattaforma Milano e Futuro Milano; secondo, abbiamo udito è registrato le varie campane che sono Il Comune di Milano, le Società Partecipate, la M4, i Resppnsabili apicali dei Lavori di M4. Tutti hanno detto la loro ed abbiamo registrato. Vedremo il futuro: speriamo bene! Intanto auguri di buon lavoro ad Orietta Colacicco: noi la sosteniamo per questo nuovo impegno gratuito che si è assunto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.