Il commento di Luciano alla 29a di serie A

Sport
A parte le fatiche juventine comunque superate con l’Empoli, col minimo scarto, la giornata proponeva scontri interessanti in chiave Champions, con il duello tra Roma e Napoli, la sfida di Genova tra Sampdoria e Milan, e la conclusione della serata domenicale con Inter e Lazio. Si evidenzia ancora una volta la continua…
discontinuità tra le squadre di vertice al di sotto della Juventus, seduta su un altro pianeta. Chi ha vinto ieri, ha perso oggi e forse rivincerà domani, ma tutto ciò rappresenta il sale del calcio e garantisce la mancanza di noia in un torneo a cui rimane soltanto la lotta per i secondi-terzi-quarti posti utili per l’Europa, oltre alla bagarre per la retrocessione.
Chievo – Cagliari 0-3
Venedì, anticipo tra Chievo e Cagliari che evidenzia l’ormai palese bandiera bianca dei veronesi, in pratica già retrocessi. Il primo tentativo è del Chievo, Meggiorini da distanza ravvicinata costringe al miracolo Cragno. Nonostante le buone intenzioni iniziali dei veronesi, è il Cagliari a passare con Pisacane su palla inattiva: Pellegrini crossa, e il centrale cagliaritano sale al cielo in elevazione, insaccando alle spalle di Sorrentino. Il Cagliari insiste e al 33′ Joao Pedro, ricevuta palla dopo gran corsa di Barella, di destro infilza Sorrentino per il raddoppio. Abbozza una reazione il Chievo, con Meggiorini che impegna Cragno al 37’, seguito poco dopo da Stepinski che centra il palo. Ma è ancora il Cagliari, in giornata favorevole,  a modificare il tabellino dei marcatori: Cacciatore imbocca bene Ionita al 43’, che di testa batte per la terza volta Sorrentino.
Nella ripresa, Barella prova la quaterna al 46’ su bella azione personale, sinistro fuori di poco. Il Chievo replica ancora con Leris e Meggiorini, ma finisce senza altri gol oltre i 3 del Cagliari, che incassa un  prezioso successo.
Udinese – Genoa 2-0
I friulani di Tudor, alla sua seconda panchina con l’Udinese, scacciano momentaneamente gli spettri della retrocessione, allontanandosi dal terz’ultimo posto. Pochi minuti, e l’Udinese è in vantaggio: contropiede di De Paul,  in area Fofana lascia a Okaka, che davanti a Radu non sbaglia. L’1-0 placa l’ansia udinese, il Genoa accenna reazione ma senza creare occasioni nitide. Prima della mezz’ora, Radu stende Okaka in area. Pairetto assegna il rigore all’Udinese, ma viene corretto dal suo assistente, che aveva  segnalato un offside prima dell’atterramento. Occasione per Pussetto sul finire del primo tempo, colpo di testa che termina alto. Prandelli torna in campo inserendo Pandev e Bessa, ma non cambia la musica. L’Udinese prova il raddoppio con De Paul e, dopo un primo tentativo fallito, al 61′ lo trova: Mandragora di sinistro, dai 25 metri, al volo dove Radu non arriva. Il raddoppio stende definitivamente i rossoblù, e Pussetto avrebbe l’occasione per il terzo gol. Nel finale  Lapadula, appena entrato, ha la chance per accorciare le distanze, ma manda di testa sulla traversa, mentre Lasagna, invece, entra e sfiora per due volte il gol . Per l’Udinese, successo che vale doppio.
Juventus – Empoli 1-0
Fatica incredibile per i bianconeri di Allegri, senza Ronaldo, contro un Empoli che capisce subito di avere qualche chance e se la gioca al meglio, mettendo in evidente difficoltà la Juventus per tutto il primo tempo e la fase iniziale della ripresa. L’inizio dell’Empoli mette brividi imprevisti al pubblico dello Juventus stadium, con ben 3 grosse occasioni mancate per i toscani. La prima incursione juventina solo al 31′, con Mandzukic che si vede parare da Dragowski il colpo di testa, ma è ancora l’Empoli a dominare. Nella ripresa, Bernardeschi prova più volte a rompere l’incantesimo, ma soltanto al 72′ gli uomini di Allegri escono dall’incubo, grazie al ragazzino Kean, che finalmente spedisce la palla nel sacco su sponda di Mandzukic. E potrebbe anche raddoppiare,  ma non sfrutta al meglio un lancio di Pjanic e tira addosso a Dragowski. Ultima occasione, di nuovo l’Empoli con Caputo, ma Rugani riesce a chiudere con un provvidenziale intervento, evitando un pareggio che per l’andamento della partita avrebbe giustamente premiato i toscani. Ora Allegri attende il rientro di CR7, quel peperoncino che spesso mette sapore anche quando la minestra sembra essere insipida.
Sampdoria – Milan 1-0
Brutta scivolata per i ragazzi di Gattuso, che ambivano a riprendersi il terzo posto appena sfuggito dopo una sola giornata, mentre invece devono ora tifare Lazio, per non vedere l’Inter allontanarsi nuovamente a 5 punti in caso di vittoria. Poca personalità e troppe incertezze, per  i rossoneri, e a Genova si unisce un pizzico di malasorte specie per Donnarumma, autore involontario di una colossale papera che causa la sconfitta, dopo appena una manciata di secondi dal fischio d’inizio. La squadra di Gattuso sembra soffrire di stati confusionali quando invece dovrebbe proporsi al meglio, per reggere i confronti che contano. L’inizio disarmante, dopo 30 secondi, quando Romagnoli serve all’indietro Donnarumma e succede il patatrac: anzichè rinviare con decisione, il portiere milanista appoggia letteralmente la palla sul piede di Defrel che arrivava a disturbarlo, e in un attimo matura l’1-0 che non si schioda più. Anzi, Quagliarella prima tenta di sfruttare un’altra indecisione della difesa  milanista, poi sull’ennesimo replay spara un destro che si tampa sulla traversa a Donnarumma battuto. I rossoneri sembrano scuotersi, vanno vicini al pareggio con Suso che con una deviazione di Colley mette in difficoltà Audero, palla a fil di palo. Nel finale, VAR in scena per un atterramento sospetto di Piatek, ma l’arbitro consulta il monitor e vede il fallo di Murru non punibile con il rigore. Intervento che lascia spazio a dubbi, ma effettivamente è parso alla moviola meno grave che dal vivo. Milan che necessita di una riflessione, non è più sufficiente sperare nei passi falsi di chi sta davanti o appena dietro.
Parma – Atalanta 1-3
Atalanta vincente in chiave Europa, soprattutto, ma anche in chiave continuità in virtù, del quinto successo di seguito in trasferta. Tuttavia la partita non si avvia in modo semplice, perchè è il Parma a timbrare per primo il cartellino dei gol, con Gervinho che approfitta di un erroraccio di Pasalic. Lo stesso Pasalic rimedia poco dopo, sfruttando un ottimo suggerimento di papu Gomez. Primo tempo migliore  nel complesso per l’Atalanta, ma il Parma manca nel finale due ghiotte occasioni con Alves e Ceravolo, il portiere atalantino Gollini fa il superman e respinge gli attacchi. Nella ripresa, il Parma perde Gervinho per infortunio e non riesce più a pungere i bergamaschi, che nel finale forzano i ritmi e vanno a concludere due volte, con il solito ottimo Duvan Zapata. Atalanta sugli scudi, piani alti con vista sull’Europa.
 
Fiorentina – Torino 1-1
Subito al galoppo la viola, e al 7′ è già in vantaggio con Simeone, dimenticato dalla difesa granata. Partita che assume contorni agonistici notevoli, il Toro reclama un rigore per fallo in area su Belotti, ma l’arbitro non è d’accordo e il gioco prosegue tra le proteste dei torinesi, che non si arrendono. Ne hanno ragione al 34′, quando Iago Falque serve un pallone d’oro a Baselli, che dai 20 metri spara sotto la traversa. Nel secondo tempo il Torino prova a forzare i ritmi per tentare l’intera posta, ma la Fiorentina risponde picche e ribatte a sua volta, con conclusioni pericolose da parte di due giovani (Montiel e Vlahovic) subentrati nel finale. Il risultato non cambia più, pari e tutti a casa.
Frosinone – Spal 0-1
Spal sorridente, Frosinone piangente. La squadra di Semplici guadagna tre punti preziosi grazie al gol nel primo tempo (17′) di Francesco Vicari. I ciociari reagiscono e comandano la partita, ma pali e occasioni in fumo vanno a determinare un risultato che  poteva essere diverso. La Spal, alla seconda vittoria di fila, sale a quota 29, a cinque lunghezze dal Bologna in terz’ultima posizione. Frosinone ormai in situazione prossima al tracollo, per la permanenza in Serie A.
Roma – Napoli 1-4
Un “freccia azzurra” proveniente da Napoli non si ferma a Roma Termini, e anzi termina la Roma con un risultato che non ammette repliche. Anche perchè il campo ha detto assolutamente la verità, non lasciando ai giallorossi nemmeno un appiglio valido per giustificare la disfatta. Di conseguenza, diventa anche inutile raccontare i dettagli di una cronaca che sarebbe quasi un monologo. I gol, subito sotto la Roma al 2′ di gioco, Milik. Illusione giallorossa al 4′ di recupero del primo tempo, con rigore di Perotti che pareggia, ma bastano 5′ di ripresa al Napoli per riprendersi la partita con Mertens, e metterla in cassaforte con Verdi pochi minuti dopo. Ciliegina sulla torta della quaterna con Younes all’81’, Napoli in volo e Roma che non trova nemmeno il paracadute.
Bologna – Sassuolo 2-1
Partita con risultato che si materializza al fotofinish, tra Bologna e Sassuolo. I rossoblu dominano in pratica l’incontro, ad eccezione del primo quarto d’ora in cui rischiano per un rigore che Berardi reclama ma non ottiene. AL 13′, altro episodio da VAR con Babacar che porta in vantaggio il Sassuolo, ma viene annullato per fuorigioco. Nella ripresa, Babacar tocca di mano in area e concede il rigore al Bologna, Pulgar entra e realizza. Potrebbe raddoppiare il Bologna, ma al 91′ il Sassuolo trova con Boga l’insperato pareggio, che cambia ancora al 6′ di recupero grazie a Mattia destro: di testa su calcio d’angolo, realizza il gol vittoria per i padroni di casa al fischio dell’arbitro.
Inter – Lazio 0-1

Inciampa nuovamente l’Inter, in casa con la Lazio è tradizionalmente dura, nonostante il buon impegno dei giocatori in campo. L’Inter parte in quarta e in pochi minuti colleziona occasioni a ripetizione con Perisic, Vecino e Skriniar, ma l’assenza di una punta vera si fa sentire. Non sono in campo centravanti di ruolo, Icardi fuori per le note diatribe, Lautaro per infortunio, e davanti Keità denota ancora carenze in fase conclusiva nonostante un buon movimento e spirito di sacrificio. Così la Lazio, dopo aver scampato il pericolo, colpisce alla prima occasione al 13′, con Milinkovic che anticipa di testa Brozovic e insacca, sorprendendo un Handanovic stranamente fuori posizione. Reagisce l’Inter ma non riesce a materializzare lunghi periodi di possesso, e rischia diverse volte le ripartenze laziali sulle quali, in più occasioni, Handanovic compie autentiche prodezze, salvando la porta da gol che sembravano quasi fatti. Per i nerazzurri, la corsa alla Champions è ancora una fatica da mettere in conto perchè dietro, sebbene Milan e Roma abbiano perso a loro volta le occasioni, altre pretendenti inclusa la Lazio spingono e chiedono strada. Occorre abile manovra per impedire un nuovo sorpasso sulla terza corsia.

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