Verona, Congresso Famiglie: opinioni

Politica

Anche la famiglia è al centro dello scontro politico. Dal congresso di Verona parte l’attacco alle leggi sui diritti civili, alle conquiste delle donne, aborto, divorzio, unioni civili. «Non mi piacciono le strumentalizzazioni che accompagnano questo dibattito. La famiglia va difesa sempre e comunque e la politica dovrebbe sostenerla con misure adeguate che vanno da agevolazioni fiscali agli asili nido, dai congedi parentali per entrambi i coniugi a normative che permettano realmente alle donne di conciliare casa e lavoro. Non possiamo però con questo percorrere strade anacronistiche, superate dai tempi, rimettendo i n discussione diritti acquisiti» (da Repubblica intervista a presidente del Senato Casellati) “Non sono qui per togliere qualcosa a qualcuno, non si tocca niente a nessuno. La 194 non è in discussione” ha detto arrivando al Congresso delle famiglie di Verona riferendosi alla legge sull’aborto. E ancora: “ognuno fa l’amore con chi vuole, va a cena con chi vuole. Sono qua a sostenere col sorriso una giornata di festa, il diritto a essere madre, a essere papà e a essere nonni. La necessità dell’Italia di mettere al mondo dei figli”. C’è lo spazio per una replica alle critiche del sottosegretario alla Presidenza, il 5 stelle Vincenzo Spadafora: “Si occupi di rendere più veloci le adozioni, perché ci sono trentamila famiglie che aspettano”.  

Una cosa mi è sembrata chiara: se il governo Conte ha ritirato il patrocinio per paura di sporcarsi le mani con questi ultrà della famiglia naturale quella cioè che nasce dall’unione di un uomo e di una donna non potrà mai essere il governo di tutti gli italiani. A Verona ci sono idee, vecchie nel senso di immutabili e tutto sommato banali: il mondo va avanti perché qualcuno fa figli, e questi qualcuno non possono essere che un uomo e una donna uniti da un atto di amore. Non è un problema esclusivamente etico o religioso, è un fatto incontestabile con il quale l’economia e la politica devono fare laicamente i conti, pena l’estinzione o la resa ad altre culture. (Alessandro Sallusti)

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