Inter, sipario sull’Europa.

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E’ sfumato anche l’obiettivo europeo della stagione nerazzurra. Dopo l’eliminazione dalla Champions, dalla Coppa Italia, ora l’Europa League. Il pericolo di un forte contraccolpo psicologico in un ambiente già altamente in tensione è assai reale, con il rischio concreto di vedersi scivolare dalle mani anche l’ultimo obiettivo stagionale, ossia un piazzamento utile alla prossima Champions.

L’Inter si presenta alla gara da vincere con 12 giocatori abili, falcidiata dagli infortuni, dai fuori lista-Uefa e del riottoso Icardi che ora è da considerarsi ufficialmente un ammutinato.

Passa l’Eintracht 1-0 a San Siro, con una rete di Jovic al quinto minuto, ed è festa per i 14.000 tedeschi calati a Milano per sostenere la loro squadra.

L’inizio gara dell’Inter è choccante, esattamente quello che si doveva evitare, alla luce delle defezioni della rosa e della qualificazione in bilico dopo lo 0-0 dell’andata.

Clamoroso l’errore di De Vrij che si impappina su un lancio lungo dei tedeschi e spalanca la via della porta al serbo, che scavalca Handanovic con un pallonetto.

In verità già al terzo minuto Haller stampa sulla traversa la palla del possibile vantaggio, a porta praticamente spalancata dopo che lo stesso portiere nerazzurro aveva respinto la prima conclusione.

Così l’Inter si trova subito costretta a rincorrere, con gli ospiti che durante il primo tempo vanno ripetutamente vicini al colpo del ko, salvati in più di una circostanza da Handanovic.

Nel secondo tempo il canovaccio non cambia. L’Inter prova a creare qualche azione ma la confusione la fa da padrone, la manovra spesso si riduce ai lanci lunghi a cercare la profondità di Keita, ma il senegalese è al rientro dopo un lungo stop e non ha la necessaria brillantezza per far male ai tedeschi.

Candreva ha imboccato un personale tunnel buio dal quale non riesce ad uscire, Perisic non ha lo spunto per saltare l’avversario e non incide, Cedric è timido e non ha la personalità necessaria per padroneggiare la fascia.

Spalletti prova a cambiare, passa alla difesa a 3, inserisce Ranocchia e i due Primavera Esposito e Merola, ma le mosse non sortiscono l’effeto sperato.

Skriniar si alza sulla linea dei mediani ed è l’unico a sfiorare il gol al 71’, Politano ci prova da fuori poco dopo ma sono gli ultimi sussulti nerazzurri. L’Eintracht dà l’impressione di poter far male ad ogni ripartenza, ma il colpo finale non arriva, e così diventa solo un’agonia fino al fischio finale, che sancisce una mesta eliminazione.

Al netto degli eventi imponderabili occorsi in stagione, la fotografia dei limiti strutturali della squadra è evidente. Errori tecnici, cross fuori misura e troppi uomini che giocano al di sotto delle proprie possibilità al limite di prestazioni imbarazzanti, disegnano il quadro di una situazione che ora si complica maledettamente.

Domenica sera occorrerà un’altra testa o sarà notte fonda.

Avanti Inter.

Diego Stroppa

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