Prende a sprangate un passante ed è assolto. Kabobo devasta il carcere

Milano

Quando si analizzeranno le cause di tanti disturbi mentali che si trasformano in violenza nei migranti, lasciati lì, con un piatto di pasta quando va bene, abbandonati a se stessi?

L’emarginazione, lo sradicamento, le aspettative che si rivelano false sono teoricamente le concause di un disadattamento insopportabile. Anche questo è una conseguenza di un’accoglienza senza controlli. Succede così che FranklineNjuakeh, 32 anni, arrestato il 23 gennaio dello scorso anno per tentato omicidio per avere sferrato tre sprangate alla testa, senza motivo, ad un passante serbo che stava aspettando il tram a Milano, sia ieri assolto per incapacità di intendere e di volere. Il gup ha disposto l’applicazione per tre anni di una misura di sicurezza in una ‘Rems’, un ex ospedale psichiatrico giudiziario. Un raptus di furia omicida si conclude con un’assoluzione e poi? Difficile comunque accettare che l’ennesima espressione di violenza ingiustificata sia ancora una volta causata dalla schizofrenia. Nel frattempo il giovane colpito dal 32enne con una sbarra di ferro, tra viale Sabotino e via Ripamonti, come avevano spiegato i legali per la parte civile, “ha perso l’udito dall’orecchio destro” e il “senso del gusto e la mobilità del braccio sinistro sono gravemente compromesse”.

E il ricordo va alla violenza bestiale di Adam Kabobo che nel 2013 uccise tre passanti a picconate. L’orrore che Kabobo ha seminato nel quartiere Niguarda senza un perché, con modalità irrazionali, quasi fosse la vendetta di una bestia. Kabobo iniziò la fase di recupero con un soggiorno  al Conp – il centro neuropsichiatrico di San Vittore, ora chiuso – poi era stato mandato a Opera dove i farmaci e le terapie sembrava avessero prodotto un miglioramento, tanto che aveva iniziato a seguire lezioni di italiano e a lavorare facendo le pulizie. Improvvisamente lunedì scorso il condannato ha letteralmente devastato il carcere. Una furia che gli stessi agenti hanno avuto difficoltò a contenere, ricorrendo ad un’iniezione per sedarlo. Sono passati praticamente sei anni dagli omicidi, ma quella belva si è risvegliata. La violenza ingestibile che attraversa la città, chi riesce a sedarla?

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