Inter, tre punti cruciali

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La bizzarra natura dell’Inter spesso ribalta i copioni già scritti e sovverte ogni pronostico razionale basato sulle turbolente vicende dell’ambiente nerazzurro.

E così con la Sampdoria è arrivata la terza vittoria consecutiva in poco più di una settimana, in maniera meritata ma sofferta, come la tradizione Inter impone.

Quello che più stupisce però, sono le prestazioni convincenti di alcuni giocatori che fino a qualche settimana fa apparivano svogliati o addirittura dichiaravano di non voler più stare all’Inter.

In particolare Perisic, ieri addirittura straripante in alcuni frangenti, e Nainggolan, autore del gol decisivo e finalmente ritornato ad essere un giocatore di calcio presentabile.

Il belga ha messo in evidenza un incoraggiante crescita di condizione fisica e mentale, che lascia ben sperare per l’immediato futuro nerazzurro.

Il croato invece, dopo aver giocato male la prima parte di stagione e aver chiesto la cessione a gennaio, è apparso finalmente volenteroso e in ottime condizioni fisiche, affondando la Sampdoria con le sue incursioni sulla fascia.

La partita:

Nel primo tempo la Samp è ordinata, palleggia bene a centrocampo e tiene spesso alta la linea difensiva, costringendo l’Inter ad abbassarsi spesso un po’ troppo, faticando nel fraseggio uscita.

Il centrocampo interista appare un po’ svuotato di energie, Gagliardini in particolare appare macchinoso e l’azione fatica a ripartire con la necessaria velocità.

In ogni caso l’Inter sciupa una clamorosa occasione con Lautaro Martinez, lanciato verso la porta sampdoriana ma troppo decentrato nel momento della battuta a rete.

Da segnalare anche i tentativi di Perisic, Politano e il tiro al volo di Dalbert, ieri autore di una prova generosa anche se condita dalle usuali sbavature alle quali il pubblico sembra ormai abituato.

Nella ripresa l’Inter rischia subito di subire il gol doriano con Defrel, ma Handanovic si fa trovare pronto e allunga le manone sventando il pericolo in maniera provvidenziale.

Da quel momento l’Inter cambia marcia e assume il comando della partita con l’autorità già vista a Parma. La squadra gioca finalmente più corta, fioccano le occasioni da rete.

Dopo il salvataggio doriano sulla linea di porta, arriva la rete di D’Ambrosio su incursione laterale di Perisic.

La partita sembra in discesa, ma due minuti dopo un’indecisione difensiva dell’Inter consegna a Gabbiadini la palla buona per il diagonale del pareggio che gela San Siro.

Ci pensa quindi Nainggolan tre minuti più tardi con un fendente dalla distanza, condito dal brivido del Var, andato a verificare che Skriniar non fosse in fuorigioco al momentodella battuta a rete del belga

Sono tre punti fondamentali, soprattutto alla luce della vittoria del Milan a Bergamo, che aveva consentito ai rossoneri di avvicinare pericolosamente il terzo posto occupato dall’Inter.

Tre punti ottenuti giocando finalmente da squadra, pur con qualche sofferenza di troppo, ma nel secondo tempo l’Inter ha legittimato ampiamente la vittoria.

Resta invece ancora aperta la questione Icardi, caotica, turbolenta e dai risvolti grotteschi riconducibili per gran parte ai comportamenti senza freni di Wanda Nara.

A prescindere dalle dichiarazioni tossiche e inappropriate della sua procuratrice, Icardi ha dimostrato poca maturità nel gestire una situazione via via divenuta sempre più delicata.

Rifiutare la convocazione per Vienna sostenendo e incoraggiando le dichiarazioni fuori luogo della moglie hanno contribuito in maniera decisiva ad orientare il pubblico e i tifosi interisti a schierarsi apertamente con la società, oggi finalmente risoluta nell’adottare una linea di comportamento intransigente nel rispetto del gruppo e dello spogliatoio.

Difficile prevedere come finirà questa surreale vicenda teatrale, ma potrebbero esserci i margini anche per un clamoroso finale con rinnovo del contratto, staremo a vedere.

Ora però la concentrazione deve essere rivolta alla partita di giovedi col Rapid Vienna, una pratica da chiudere alla svelta e col minimo sforzo, perché domenica sera a Firenze sarà ben più difficile.

Avanti Inter.

Diego Stroppa

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