Inter, è ora di svegliarsi.

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Esattamente come l’anno scorso, l’Inter paga pesantemente dazio all’Olimpico di Torino ed esce sconfitta nuovamente contro la squadra di Mazzarri. Così il girone di ritorno inizia in maniera assai balbettante proprio come il girone d’andata, un punto in due partite e una squadra visibilmente in confusione.

Un colpo di testa tutt’altro che irresistibile di Izzo al 35esimo del primo tempo sorprende un Handanovic poco reattivo e stende la formazione di Spalletti, autore forse di una delle peggiori uscite stagionali.

Male la squadra nerazzurra, che dopo l’improvvisa occasione fallita da Lautaro Martinez in avvio di partita, non riesce praticamente mai ad imbastire trame di gioco apprezzabili, finendo incornata dal Toro senza riuscire mai a reagire e a creare occasioni per pareggiare.

Spalletti sceglie la difesa a tre rispolverando Miranda e lancia la tanto acclamata coppia di attaccanti Icardi-Martinez, ma i due combineranno davvero poco, anzi praticamente niente. Vediamo cosa diranno i sostenitori delle due punte a tutti i costi, che hanno già individuato in Lautaro Martinez l’attaccante in grado di risolvere da solo le partite.

Per la verità nemmeno il Torino ha giocato in maniera scintillante, anzi, ad eccezione dell’azione del gol non ha mai tirato in porta, e ha impostato la sua partita interamente sul proverbiale agonismo granata, che con l’Inter attuale si è rivelato comunque sufficiente per portare a casa la vittoria.

Troppo brutta per essere vera, questa Inter ha palesato una condizione fisica assai precaria, oltre alla mancanza di idee nelle giocate. Dalbert fuori partita, Vecino impacciato nel palleggio, Icardi con poca voglia e troppo lontano dalla porta. Il solo Brozovic ha dimostrato un minimo di intraprendenza in mezzo al campo, ma il croato predica nel deserto, la squadra non accompagna la manovra e non c’è movimento senza palla.

Politano entra nervoso e sì fa espellere per proteste, per chiudere il cerchio di una serata sconcertante.

Questo ha detto il campo, con la telenovela Perisic sullo sfondo che non agevola la serenità dell’ambiente nerazzurro. Così non si va lontano.

Per effetto dei risultati delle inseguitrici, l’Inter resta in ogni caso terza con cinque punti di vantaggio sul Milan, primo inseguitore. Ma ora occorre davvero svegliarsi dal letargo, domenica pomeriggio col Bologna servirà assolutamente una vittoria o lo stato di crisi sarà ufficiale.

Avanti Inter.

DiegoStroppa

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