Il brutale omicidio dell’economia Italiana

Economia e Diritto

“Se si muove, tassalo. Se continua a muoversi, regolalo. Se non si muove più, sussidialo”. Lo diceva trent’anni fa Reagan, descrivendo l’approccio democratico all’economia. Ma non è cambiato nulla di rilevante. Se non gli attori: oggi ad applicare questa illuminante strategia sono i rappresentanti del Governo del Popolo. Ed è subito disastro: a tre mesi dal decreto più idiota ed assurdo della storia economica occidentale, chiamato con raro senso dell’umorismo, decreto dignità, la realtà presenta il conto. 40 mila occupati in meno e Pil in stagnazione. Però adesso la Lega sta pensando ad un pacchetto di sussidi per le imprese. Gioia e tripudio.

Siamo ad un solo passo dalla recessione. E che la cosa sia collegata al decreto dignità lo dimostra l’analisi verticale dei settori coinvolti: il buco, la voragine, è nell’industria. Gli altri provano a compensare e forse, quasi quasi, ce la fanno. Ma non terrà per sempre. Ed il problema è che non si può crescere senza poter assumere, ma le assunzioni, nel terzo millennio, non possono essere per sempre. Non è La Bella Addormentata nel Bosco. Purtroppo non è una favola. E non c’è alcun lieto fine. C’è solo una compagine di scappati di casa che gioca con cose più grandi di sé.

Arrivata la mazzata dei numeri, l’UE scrive due righe. Chiede il numero dello spacciatore che consente a Savona di credere che l’anno prossimo fare l’1,5% di crescita, quando in questo rischiamo di non vedere nemmeno l’1. Sarebbero riservate, in teoria. Ma ormai siamo al liberi tutti, e vengono immediatamente divulgate. Al tesoro dicono di essere circondati. Omettono di dire “da deficienti”, ma il senso è chiaro. D’altronde tra manine e manovre che dovrebbero aumentare il tasso di felicità del Popolo Sovrano ormai il circo sta smontando i tendoni. Repubblica anticipa che nelle sacre stanze si pensi a disinnescare la manovra.

Purtroppo, per tutti, è decisamente troppo tardi. Possono, invero, eliminare le due più atroci idiozie dalla finanziaria, spostando quota 100 e reddito di parassitanza ad altro decreto. Ma è troppo poco, troppo tardi. La lega studia un pacchetto di stimoli per le imprese, ma i soldi se li sono fumati in spread e misure idiote. Quota 100 forse te la puoi rimangiare, ma sarebbe pericoloso. Ma se tocchi il reddito ti vengono a prendere a casa. Solo che chi dovrebbe pagarlo, quel reddito, vede le nubi all’orizzonte e comincia a risparmiare, facendo sparire i soldi, dove possibile. Abbiamo innescato una recessione artificiale in casa, solo perché dare dell’ubriacone a Junker mentre si vietava per legge il precariato sembrava un’idea così divertente.

Mesi fa lo dicevamo e lo scrivevamo: all’estate della follia segue sempre l’inverno del nostro scontento. Ma nessuno ci ha ascoltato. Adesso tira vento e cade la pioggia, ed il paese è nel fango. Uscirne è possibile solo con la ricetta che ha sempre salvato ogni paziente: tagliare le tasse a chi produce ed i privilegi a chi non lo fa. Solo che i due medici al governo credono nell’urinoterapia, nell’omeopatia e limone che cura il cancro. Per cui, cari concittadini, non resta che una cosa fare: tifare perché la Troika arrivi il prima possibile.

Luca Rampazzo

Laureato in legge col massimo dei voti, ha iniziato due anni fa la carriera di stratupper, con la casa editrice digitale Leo Libri. Attualmente è Presidente di Leotech srls, che ha contribuito a fondare. Si occupa di internazionalizzazione di imprese, marketing e comunicazione,

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