L’Inter si prende il derby. Milan irriconoscibile.

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Inter-Milan 1-0

Il derby si gioca con coraggio, senza questo il derby non si può vincere e infatti il Milan lo perde. Si gioca con coraggio anche solo per rispetto di ciò che significa un derby.
L’Inter lo ha voluto di più, lo ha cercato di più, ha creato sicuramente di più, è stata nettamente più coraggiosa e superiore in campo, nonostante non sia stata una grande partita se c’era una squadra che meritava di vincerlo questo derby era l’Inter e a tempo quasi scaduto lo ha vinto. Romagnoli forse poteva chiudere meglio sul cross di Vecino, Musacchio non doveva perdere la marcatura su Icardi, Abate poteva fare una diagonale migliore, ma la colpa è indiscutibilmente di Donnarumma che distratto si fa sorprendere dal cross, leggendolo male e sbagliando il tempo di uscita, Icardi a porta vuota non fallisce.

Non si può certo ricondurre il derby perso dal Diavolo a questo episodio finale, l’Inter è stata brava a soffocare il Milan nella sua metà campo ma i rossoneri hanno sbagliato completamente la partita.
Gattuso voleva vedere una squadra che sapesse soffrire e che battagliasse, l’ha vista, è stato accontentato, ma quali benefici ha portato questa scelta? Nessuno, il Milan ha giocato la peggior gara della stagione e ha perso, riuscendo al massimo a fare il solletico ad Handanovic.
Troppa prudenza, zero coraggio e un baricentro basso che più basso non si può. Gattuso ha voluto snaturare l’identità della squadra, sapeva che l’Inter avrebbe portato la partita sulla fisicità e voleva contrastarla su questo campo, invece il Milan ha sempre fatto bene quando ha giocato a calcio, quando ha voluto sviluppare il suo solito gioco che porta 15-20 occasioni a partita e che intontisce gli avversari. Anche i numeri dicono che il Milan non è adatto per fare la guerra, prima di questo derby era la squadra che aveva commesso meno falli e aveva preso meno cartellini in Serie A.
L’Inter dal canto suo ha mostrato quello che tutti già sapevano, che è più forte mentalmente, che non ha paura, che sta in partita fino all’ultimo secondo e che crede in quello che fa. Il Milan invece ha fatto vedere un grosso passo indietro su questi aspetti che finalmente nelle ultime settimane cominciavano ad emergere.

Ora i rossoneri devono smaltire in fretta le scorie del derby perso con doccia gelata nel finale, riprendere la strada che è stata tracciata a Milanello in questi mesi, quella della ricerca del palleggio e della fase offensiva coraggiosa. È l’unico modo per continuare il cammino verso gli obiettivi stagionali. Questo Milan deve giocare a calcio a prescindere da chi ha davanti.Analisi tattica.

Milan 4-3-3. Inter 4-2-3-1.
Il Milan non vuole concedere spazi all’Inter e fin da subito prova a riempire la propria metà campo senza tentare il pressing alto. L’Inter invece fa l’esatto contrario, va a prendere il Milan alto senza aspettarlo mai.
I rossoneri faticano a trovare l’uscita pulita, non riescono a sviluppare la solita manovra e a dire il vero sembra che non la cerchino, rinunciano ad affondare quando vedono lo spazio e preferiscono lo scarico sicuro facendo un giropalla lento e prevedibile, tentando qualche fiammata sporadica senza però sbilanciarsi in avanti.
L’Inter cerca spesso il lancio in avanti andando poi al recupero delle seconde palle dopo i contrasti aerei provando a sfruttare la maggior fisicità. La fase difensiva del Milan è buona e l’Inter fatica a trovare il fondo per il cross con gli esterni che perdono il confronto con i terzini rossoneri.
Spalletti incarta lo sviluppo del Milan chiedendo al centravanti e al trequartista di andare in pressione sui centrali difensivi rossoneri e facendo alzare i centrocampisti per contrarre Biglia, con gli esterni a far da guardia ai terzini avversari per impedire lo scarico laterale semplice.
Il Milan non prova mai quei triangoli che creano gli spazi per un terzo uomo sulla trequarti, non sfrutta il campo aperto quando riesce a saltare il primo pressing e fatica contro la fisicità dei centrali nerazzurri quando prova a sfondare centralmente.

I prossimi impegni.
Si gioca subito.Per fortuna che c’è l’Europa League giovedì.
Per riprendersi da una legnata pesante, come quella di un derby giocato in maniera orrenda e perso all’ultimo minuto di recupero, è utile scendere in campo subito e la partita in casa contro il Betis Siviglia è l’occasione perfetta per tornare a sorridere, perché stare a leccarsi le ferite troppo a lungo può fare più male che bene.
Sicuramente il Milan deve tornare a fare il Milan, portando avanti i concetti su cui a Milanello si lavora da inizio stagione, ripartendo dal bel gioco e dai buoni risultati delle ultime partite prima della sosta, perché se si prova a giocare come nel derby allora difficilmente si viene fuori dalla botta subita.
Serve un filotto, in questi momenti è solo un buon filotto di risultati e prestazioni che può far dimenticare la delusione.
Doppio confronto in coppa col Betis, Sampdoria, Genoa e Udinese a Udine in campionato. È questo il filotto di partite che precede Milan-Juventus del 11 Novembre. È questo il filotto da cui il Milan deve ottenere il massimo per riprendere il cammino e respirare aria pulita nelle parti alte della classifica.
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Andrea Mutti

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