Milan, che combini? Senza cattiveria non si vince.

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Milan-Atalanta 2-2

Non chiudi le partite e gli avversari ti rimontano.
È un Milan in versione Dr Jekyll e Mr Hyde, si passa dal proporre un gioco entusiasmante al subire i rivali, dall’essere i più belli del campionato ai più paurosi e spaventati, tutto all’interno di ogni singola partita e questo è inaccettabile.
Manca cattiveria a questo Milan, manca la vera voglia di vincere disintegrando le speranze degli avversari. Di occasioni i rossoneri ne creano a bizzeffe ma non sanno concretizzarle. Solo Higuain ha questa fame, o per lo meno è l’unico che la mostra, gli altri si accontentano, mancano di voglia di sopraffare chi hanno davanti e inevitabilmente tengono in partita le altre squadre fino all’ultimo, fino al momento in cui poi si fanno fregare.

È un difetto che i rossoneri hanno mostrato nuovamente contro l’Atalanta ma era già emerso a Napoli, a Cagliari ci si è accontentati del pari invece che assediare fino all’ultimo i sardi e perfino contro il modesto Dudelange in Europa League il Diavolo non ha spinto a dovere per chiuderela dopo il vantaggio, tenendo in gara i lussemburghesi. È una questione di debolezza mentale, manca appunto la cattiveria per ammazzare la partita.

Contro l’Atalanta il Milan gioca un primo tempo di altissimo livello tecnico, tatticamente quasi perfetto, disegnando calcio e annullando i bergamaschi. Già prima dell’intervallo il Milan doveva essere in vantaggio di 2-3 gol.
Nella ripresa, inspiegabilmente, gli uomini di Gattuso decidono di far giocare l’Atalanta senza spingere sull’acceleratore, subendo il pari. Solo dopo alzano i ritmi e riprendono a giocare, ma una volta ritrovato il vantaggio si chiudono dando alla Dea la possibilità di far male, nemmeno in contropiede il Milan riesce a chiuderla, ribaltamenti di fronte in superiorità numerica sciupati come una squadra amatoriale.
Troppa corrente alternata nella stessa gara, non si possono sbagliare sempre alcune fasi della partita, manca la giusta interpretazione dei momenti e una squadra che vuole arrivare quarta non può permetterselo.

Analisi tattica.

Milan 4-3-3. Atalanta 3-4-1-2.
I rossoneri vogliono servire di più Higuain in area in verticale e lui alla prima palla sblocca il match. È un Milan che gioca un gran calcio quello del primo tempo, uscite dal basso palla al piede, cambi di gioco e filtranti veloci per gli uomini che riempiono gli spazi tra le linee. Gli inserimenti in area delle mezzali danno un’importante alternativa agli uomini che sviluppano la manovra sulle corsie laterali, il Milan è sempre pericoloso con questa soluzione. Il pressing del primo tempo è organizzato ed efficace, i centrocampisti dell’Atalanta non possono respirare e il Milan riconquista sempre velocemente il possesso.
Nella ripresa il Diavolo abbassa il ritmo facendo venire fuori le giocate in velocità dell’Atalanta, riprendendo a giocare solo dopo il pari subito.
Dopo aver ritrovato il vantaggio manca la cattiveria per chiudere la partita, i bergamaschi attaccano con molti uomini sbilanciandosi ma il Milan in contropiede sciupa troppe occasioni, fino al pari della Dea.

Le preoccupazioni.

L’idea è giusta, ma…

Il Milan è già dietro, costretto a rincorrere le rivali per il quarto posto, Roma a parte che è partita peggio dei rossoneri.
Ci sono cose molto positive che il Milan sta facendo vedere, dettami tattici e capacità tecniche che fanno parte del progetto impostato da Gattuso.
La costruzione dal basso, la qualità nel palleggio, il giropalla che accelera quando si decide di affondare, l’occupazione senza palla degli spazi tra le linee, i cambi di campo per disorientare gli avversari e farli aprire, la fase offensiva con molti elementi, centrocampo organizzato, pressing intelligente, difesa solida e protetta, squadra corta. In più, c’è un Higuain stratosferico in tutto.
Tutte cose che funzionano e divertono, che devono ancora comunque essere migliorate perché la qualità per farlo c’è e che devono trovare continuità perché il Milan si disunisce troppo in alcune fasi. Tutto vano però se poi manca la cattiveria. Senza la cattiveria non si vincono le partite. Il Milan deve anche imparare a gestire la gara per 95′ minuti, deve apprendere la capacità di leggere i momenti altrimenti ci si schianta come a Napoli e contro l’Atalanta.
Ciò che preoccupa è che il Milan pur giocando bene e sapendo cosa fare fatica a vincere le partite, anzi non le vince, mentre le rivali in qualche maniera, anche quando zoppicano le portano a casa.
Arriverà anche il momento della Roma, quando troverà la quadra arriveranno le vittorie, il Milan invece ciò che deve trovare è la determinazione nella testa. Un compito arduo se i giocatori non sono portati, perché se non lo sono, le vittorie per arrivare quarti difficilmente arriveranno. Se invece sono portati, con questa idea di gioco, allora nascerà un bel Milan.

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Andrea Mutti

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