La Cybersecurity pubblica passa per le partecipazioni statali

Economia e Diritto

di Marco Cesareo – Tutte le guerre si basano sull’inganno, ed è essenziale conoscere il proprio nemico; ecco perché fin dall’epoca della Guerra Fredda l’attività di intelligence è stata fondamentale, poiché  l’informazione è potere. Durante la guerra fredda sia l’Unione Sovietica che l’America si dotarono di missili intercontinentali per una “mutua distruzione assicurata”, lo spionaggio si intensifica e le spie si contrappongono ad altre  spie.  L’unione Sovietica operava   dietro a un muro di segretezza detta “la cortina di ferro” . La CIA costruì l’A12 stealth, questo aereo era provvisto della più evoluta tecnologia degli anni 60 poi l’evoluzione  di queste tecnologie e con il passare degli anni si arrivò al modello F22 stealth. Il modello F22 stealth fu concepito negli anni 80, ma fu reso operativo molti anni dopo; nel 2005 fu impegnato nelle operazioni in Siria , distruggendo  i centri di comando, controllo e comunicazioni, depositi di armi e munizioni e forse qualche batteria antiaerea che i miliziani dello Stato Islamico hanno catturato alle forze di Damasco .   Oggi , invece la guerra si combatte non solo con l’abilità dei piloti  di aerei , ma soprattutto con la tecnologia  e con l’abilità di pilotare i droni . Droni che vengono utilizzati come mezzo di ricognizione ma anche come mezzo di distruzione, poiché sono macchine progettate per essere armate. Così la guerra è la conoscenza del nemico che viene affidata molto alla tecnologia e alla Cybersecurity ; la vera forza della sicurezza di una Nazione oggi passa non solo dai sistemi tradizionali ma soprattutto dalla forza della tecnologia di poter tener al sicuro i propri dati. Ecco perché determinate aziende non possono essere cedute al  70 %  ma la partecipazione Statale deve essere al minimo del 51%.  Aziende e Frequenze radio devono assolutamente rimanere a piena disposizione dello Stato per garantire la Sicurezza Nazionale che oggi non è più intesa solo nel senso più tradizionale di guerre e spionaggio di armamenti e basi di produzione ma anche in riferimento all’equilibrio economico finanziario di un Paese. Non sono solo gli aerei e i droni che possono minare la sicurezza di una Nazione, ma sono le infinte informazioni e i dati che ormai viaggiano su reti informatiche e sono sempre più lo specifico oggetto di raccolta di informazioni da parte di diversi enti costituiti per tale fine. La sicurezza oggi non si “gioca” solo nei cieli, ma nelle autostrade dell’informatica e nel “gioco” di chi riesce a sconfiggere i buoni e i cattivi hacker.

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