Nuovo piano del territorio: stop agli ecomostri. La minaccia di Sala «Chi non abbatte perde diritti»

Milano

Milano 12 Maggio – II sindaco passa alle minacce per «ripulire Milano». Chi non abbatte gli ecomostri urbani rischia di perdere diritti volumetrici. Tradotto: quando i proprietari decideranno di demolire e costruire ex novo dovranno accontentarsi di spazi più ridotti. La norma è quasi pronta e sarà inserita nel nuovo Piano di governo del territorio che sarà presentato pubblicamente in Triennale il 19 maggio. Beppe Sala ha lanciato l’avvertimento ieri da via Boncompagni 101, zona Rogoredo, dove è iniziata la demolizione dell’ecomostro utilizzato fino al 1994 dalla Adafrigor come deposito frigorifero per le merci e magazzino. Dopo 24 anni, sparirà lo scheletro, cominceranno le opere di bonifica e poi inizierà la costruzione di un hotel di dieci piani (circa 430 stanze) con parcheggio aperto anche al pubblico. Sarà il debutto italiano della catena di alberghi giapponesi «Toyoko Inn».

Nel nuovo Pgt, spiega il sindaco, «ci sarà una norma che quasi obbligherà i proprietari ad abbattere entro un anno questi ecomostri, altrimenti si ridurranno drasticamente i loro diritti volumetrici», al minimo sindacale. Il messaggio è chiaro: se uno spazio è palesemente abbandonato da anni, o lo abbatti o perdi i diritti di costruire con gli stessi volumi di prima». Prima Sala e l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran hanno fatto un sopralluogo a Merezzate, quartiere Santa Giulia, dove è partito il cantiere della nuova scuola media per 350 bambini (15 aule con palestra e impianti sportivi) che sarà aperta dal settembre 2019. «Anche lì, di fianco al progetto di riqualificazione» che prevede anche un nuovo quartiere residenziale con una quota dei 606 alloggi a canone sociale «ci sono edifici abbanonati dagli anni ’90». Maran difende la norma anti degrado: «Il nuovo Pgt sarà lotta agli edifici abbandonati. 0 i privati rigenerano le aree, o demoliscono o vengono penalizzati». E a proposito di aree degradate, secondo Sala non è chiusa la partita dell’Inter su piazza d’Armi. Il club non ha partecipato al bando lanciato da Invimet (società dello Stato) per acquisire i terreni e realizzare a Baggio la nuova «Pinetina», con campi di allenamento e centro medico, progetto su cui ha fatto pressing per mesi in Comune. I vertici dell’Inter hanno dichiarato insostenibili i costi delle bonifiche. «Avrei sperato nella partecipazione al bando ma mi auguro che il club si sieda a un tavolo con i proprietari per trovare una soluzione visto che l’interesse era vero, lo ha manifestato n tanti mesi e mi sembra strano che sia svanito in un attimo». E Rogoredo e Porto di Mare sono le due aree che il Comune ha offerto mesi fa al Milan per il progetto del nuovo stadio. «Proverò a lavorare su queste soluzioni fino alle vacanze poi dirò ai milanesi che ci abbiamo provato. Un nuovo stadio potrebbe far comodo anche alla città».

Chiara Campo (Il Giornale) 

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