Rifugio antiaereo di piazza Grandi

Cultura e spettacolo

Milano 4 Maggio – La Milano Sotterranea si estende in un incredibile percorso per far luce sul passato della città: il Rifugio Antiaereo di piazza Grandi, apre le porte durante la speciale rassegna per far riemergere storie e luoghi dal grande valore storico e dall’impatto emotivo importante. Ripercorriamo la discesa da quei gradini, camminiamo tra le sue labirintiche stanze, memori di vecchie regole ancora visibili sui suoi muri e immergiamoci in quei drammatici anni della Seconda Guerra Mondiale, quando, a Milano, certe notti cascava una pioggia infinita di bombe.

Il Rifugio antiaereo di Piazza Grandi, fra i pochi in città accessibili al pubblico, è un’occasione per rivivere il passato da un punto di vista particolare: la memoria diventa monito e per questo il ricordo non va dimenticato.

E’ proprio sotto la monumentale fontana di piazza Grandi che si cela uno dei primi rifugi antiaerei realizzati dal comune di Milano prima della Seconda Guerra Mondiale, nel 1936. Capace di contenere fino a 450 persone, è uno dei rifugi antiaerei meglio conservati, grazie al grande lavoro, terminato quest’anno, di recupero della fontana e del suo impianto idraulico.

Qui nei paraggi due grosse frecce bianche con una bordatura nera indicavano la presenza di un rifugio alla popolazione bisognosa di riparo nei momenti in cui l’aeronautica nemica sfrecciava sul cielo milanese. Ancora oggi le vediamo, ma sappiamo davvero riconoscerle? Quanti di noi sanno cosa significano e quali a quali vicende hanno assistito? Di quante storie spezzate e di quante speranze sono state testimoni?

Scendendo per l’unica delle due rampe di scalini di accesso ancora utilizzabile, accederemo alle 24 stanze che compongono questo labirintico rifugio antiaereo sotterraneo dove sono conservate anche le regole basilari di convivenza in un rifugio collettivo, apposte in vernice nera sulle pareti in calcestruzzo: dai classici “vietato fumare” o “vietato introdurre cani” fino alle indicazioni sulle uscite di emergenza o sull’area dei servizi igienici.

La vita nel rifugio si svolgeva in modo surreale e quasi sospeso.

Contattaci : rifugio@neiade.it per iscriverti alla lista d’attesa

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