Boldrini: ha deposto la sciarpa rossa e indossato la sciarpa bianca della sconfitta

Politica

Milano 4 Aprile – Ha deposto la sciarpa rossa nel baule dei sogni che non si sono avverati. Cammina stanca e delusa trascinando i piedi fino al Parlamento, ingoia a manciate cachet contro il mal di testa dopo le notti insonni a chiedersi perché? Perché il fallimento? Un fallimento senza storia: il partito costretto ad andare nel gruppo misto per insufficienza di numeri, la sua sfida demolita e abbandonata quasi fosse una carcassa, senza parole, il naso ancora arricciato per il dispetto che gli italiani le hanno riservato.

Ha comprato una sciarpa bianca, anonima e senza significato, specchio di un pensiero unico senza colori. Non canta più Bella ciao, lei così libera e uguale…a chi? Al rancore di Grasso e di Bersani?

Non sventola più il pericolo del fascismo, dopo aver scatenato quasi una guerra civile senza ragione. Tace. L’urlo antifascista non è servito a darle un voto in più. E neppure la crociata per lo ius soli, perché i diritti degli italiani sono prioritari. E gli italiani pragmaticamente pensano alla propria pancia da riempire. Ma lei, nella sua torre eburnea di privilegi, aveva pensato che montare la panna montata dell’ideologia fosse vincente. Riferisce Il Giornale “Un sondaggio realizzato dall’istituto SWG sul programma elettorale agognato dagli italiani risalente al gennaio scorso raccontava come al primo posto svettasse con ben 26 punti di distacco rispetto a tutti gli altri l’aumento dei salari attraverso il taglio delle tasse. Un tema – quello del portafoglio – che mette d’accordo praticamente un italiano su due. Al secondo posto figurava lo stop agli immigrati, seguito dal taglio della Pubblica amministrazione. Si posizionava bene anche la riforma della scuola, un tema ritenuto di maggiore interesse per gli italiani rispetto all’introduzione dello Ius Soli. Una bussola, questa delle priorità reali, che in queste settimane tutte le forze politiche dovrebbero tenere bene a mente.”

Ma il vero dramma che non le permette di dormire è quella frase là, quella risposta di Elisabetta Alberti Casellati che alla domanda “Come vuole essere chiamata: Presidentessa o Presidente?, risponde “Preferisco Presidente”. E in questo caso umanamente bisogna capirla: in un attimo 5 anni di battaglie vere, le uniche combattute, spariscono nel vento cullando una sciarpa bianca simbolo della sconfitta.

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