Il capolavoro della Giunta Sala: il barcone dei migranti arriverà in pieno agosto, con la città deserta

Milano

La sinistra ci rifila il barcone per il cui trasferimento è riuscita a sfilare 600mila euro al moribondo governo Gentiloni. 

Milano 28 Marzo – La «grande opera» della sinistra milanese arriverà in città in pieno agosto, con le strade deserte e un grande piano per il trasferimento che – come anticipato ieri da Repubblica – ricorderà la task force che tredici anni fa ha scortato al museo della Scienza e della Tecnica il sommergibile Enrico Toti. Quando la maggior parte dei milanesi tornerà dalle ferie, si troverà dunque il barcone degli immigrati nel cortile dell’università Statale, accanto alla attuale facoltà di Veterinaria di via Celoria.

Per l’occasione, pare addirittura che verrà abbattuto un muro vincolato per far arrivare in Città Studi l’imbarcazione destinata a essere il cuore del futuro «museo dei diritti». Un vero evento eccezionale: a Milano per spostare un massello di pavé mediamente ci vogliono dai 10 ai 15 anni, ma per il simbolo dell’accoglienza dei richiedenti asilo basterà prendere un piccone e ricostruire il muro a trasporto avvenuto.

Per spostare il relitto, naufragato tre anni fa al largo della Libia, la sinistra è riuscita a farsi stanziare dal moribondo governo Gentiloni circa 600mila euro. Una volta sbarcato in via Celoria, il barcone diventerà anche la prima tangibile eredità per il quartiere Città Studi, che nei prossimi anni perderà parte delle facoltà universitarie destinate al grande campus dell’area Expo. Il sindaco eletto a fine anni Novanta, che di nome faceva Gabriele Albertini, verrà ricordato vita natural durante per aver cambiato il volto di Milano investendo 6 miliardi in opere pubbliche (dal depuratore al restauro della Scala). La Moratti sarà per sempre il sindaco che vinse l’Expo. Pisapia il sindaco che riuscì a sconfiggere il centrodestra. Beppe Sala, infine, rischia di essere ricordato come il sindaco che mosse mari e monti per portare un relitto in città. Aiuto. ..

Massimo Costa (Libero)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.