Incendi e abusivi, l’inferno delle case popolari di via Quarti

Milano

Blitz dei carabinieri nel complesso popolare di Baggio per verificare lo stato degli alloggi e degli allacciamenti fuorilegge

Milano 24 Marzo –  Al nono piano c’è odore stantio di cibo, i corridoi stretti trattengono i profumi della cucina, senza ricambio d’aria diventa una cappa puzzolente che fa arricciare il naso. L’ascensore funziona, anche se qualcuno ci ha fatto pipi dentro e la parete ha un buco largo almeno due dita. Sui muri ci sono storie d’amore scritte col pennarello che hanno più puntate di una soap opera, alle 7 torri bianche di via Quarti le pareti parlano più delle persone. È un mondo a parte, bisogna impegnarsi per collegare quell’angolo di palazzi tra Quinto Romano e Baggio al resto della città. E allora anche le regole sono diverse, basta fare un giro nei locali contatori: i cavi degli allacci abusivi compongono una ragnatela inestricabile, sembra ci siano migliaia di inquilini nei 404 alloggi. Gli unici a restare quasi impassibili sono gli addetti dell’Aler, abituati a situazioni al limite ogni giorno.

Giovedì si sentivano protetti, sono entrati nei palazzi approfittando della presenza dei carabinieri della compagnia di Milano Porta Magenta, impegnati tutto il pomeriggio in un controllo che aveva l’obiettivo di mappare lo stato degli alloggi e le condizioni degli allacci abusivi.

È un delirio, ognuno fa come gli pare, chiudiamo un collegamento e il giorno dopo ce ne sono due, si moltiplicano come l’idra – racconta un tecnico – Spesso gli interventi sono eseguiti bene, si vede che c’è competenza, ma altre volte i contatti sono precari e mettono a rischio l’intero condominio». Gli incendi non sono rari, generalmente si risolvono in un corto circuito che produce solo un po’ di fumo ma non va sempre bene, il 3 gennaio scorso un allaccio superficiale provocò un piccolo rogo e un blackout che lasciò al buio 128 famiglie. «Abbiamo trovato centraline fuse dal sovraccarico. Non riesco a immaginare il numero di collegamenti necessari perché ciò accada». L’Aler segnala gli appartamenti occupati, i carabinieri li sgomberano e gli abusivi tornano di notte. Se la porta è lastrata usano il flessibile per rientrare in casa. Il rumore è assordante ma nel quadrato di cemento circondato da campi, hanno il sonno pesante. Per questo sono state installate le telecamere, avrebbero dovuto essere un deterrente e uno strumento per individuare i responsabili. Non le hanno danneggiate, hanno preferito forzare la porta del locale dei server e portarli via. Aler stima che gli abusivi siano un quarto del totale, ci sono inquilini in regola, persone perbene che fanno di tutto per vivere nell’ordine. Sono disposti, com’è accaduto in una delle torri controllate, a cambiare la serratura della porta che conduce alle soffitte per evitare che gli abusivi possano entrare a piacimento. ll problema è che nemmeno i tecnici possono accedere e sono cosi sono costretti a chiedere “la cortesia” di avere una copia.

Salvatore Garzillo (Libero) 

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