Elezioni: 46 milioni chiamati alle urne, con l’incognita dell’astensione. Il voto più incerto.

Politica

Gli appelli dei leader alla vigilia delle Politiche. Di Maio: siamo a un passo dalla vittoria. Berlusconi: noi l’unica scelta utile, dureremo 5 anni. Renzi: mai con gli estremisti.

Milano 4 Marzo – Oggi si vota e l’incognita che di più agita i partiti è quella di un possibile astensionismo montante. Tutti i leader si sono sgolati per incitare la corsa alle urne ma molti sondaggisti evidenziano un’equazione: bassa affluenza vantaggio per il M5S che ha «un voto più strutturato». Nel 2013 votò il 75,2% ma ora la curva dell’affluenza è più bassa: «Non di molto — conferma Roberto Weber di Ixè —, a novembre eravamo al 50% e poi siamo saliti al 64%. Alla fine ci potrebbero essere pochi punti di scarto rispetto a 5 anni fa». C’è poi il fattore meteo che potrebbe frenare l’affluenza: «Tuttavia — aggiune Carlo Buttaroni di Technè — la temperatura di queste elezioni è alta, per cui l’affluenza potrebbe risalire».

Seggi aperti dalle 7 alle 23. Due le schede (Camera e Senato) ma nel Lazio e in Lombardia c’è la terza scheda per le Regionali. Gli aventi diritto sono 46.604.925 mentre, causa denatalità, i i8 enni sono solo 584.530. La complessa macchina elettorale del ministero dell’Interno (affidata a due donne prefetto: la capo dipartimento Elisabetta Belgiorno e Maria Grazia Nicolò) ha vissuto giorni concitati anche perché l’informatizzazione spinta del Viminale (che darà dati ufficiosi) mal si concilia con i fogli Excel utilizzati dalle Corti d’appello e dall’ufficio centrale della Cassazione che sfornerà i dati ufficiali. A Prato, sono state mandate al macero un milione di schede a causa dei ricorsi mentre a Roma ci sono schede con la dicitura «defunto» nella casella di un candidato uninominale scomparso.

La macchina elettorale ha dovuto affrontare la complessità del sistema misto (2/3 proporzionale, 1/3 maggioritario). E così, la notte dello scrutinio, gli occhi saranno puntati sul sito del ministero dell’Interno che riassumerà i dati in progress dei collegi uninominali (per coalizioni e per partiti che corrono da soli): «Da quella tabella — conferma Peppino Calderisi, tra i massimi esperti di leggi elettorali — avremo il dato politico con le percentuali dei diversi blocchi». Invece, per il riparto dei voti alle liste all’interno delle coalizioni, e per conoscere i nomi degli eletti al proporzionale, non basterà la notte .

Dino Martirano (Corriere)

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