Lo scandalo di Via Rombon: nel mercato coperto, tra spazzatura e negozi vuoti, dormono i clandestini

Milano

Raffica di chiusure tra gli esercizi commerciali di Lambrate. Alcuni locali occupati dagli immigrati, rivolta del quartiere.

Milano 29 Gennaio – La signora Ivana ha abbassato la saracinesca della sua panetteria sabato scorso. Dopo 50 anni dietro al bancone anche lei è stata costretta a chiudere. Come hanno fatto il mini-market, il gestore del bar, il fruttivendolo e il macellaio. Nel giro di sette mesi, al mercato coperto di via Rombon (zona Lambrate) sono rimasti solo in due: un pescivendolo e un altro macellaio. Tutto attorno è il deserto. L’illuminazione è praticamente assente, il riscaldamento pure. Una desolazione, fatta di vetrine vuote e clienti che si contano sulle dita di una mano lungo un’intera giornata. E di senzatetto che usano i locali abbandonati come dimore di fortuna.

Le concessioni per le attività commerciali, scadute lo scorso 31 dicembre, sono state rinnovate ai due superstiti per altri sei mesi dal Comune di Milano. Ma è la manutenzione che continua a mancare. Nel retro della pescheria, per esempio, le infiltrazioni d’acqua del tetto stanno pian piano erodendo il soffitto. «Nessuno ci ha mai messo le mani. Al Comune non gliene importa più nulla, ma non si possono lasciare dei locali in questo stato», spiega rassegnato Luigi Grimaldi, titolare del banco del pesce dal 2012. Che ha visto crollare i suoi incassi ogni anno sempre di più: «Negli ultimi cinque anni la clientela è praticamente scomparsa. Ogni tanto c’è qualcuno che entra, dà un’occhiata, ma poi se ne va…». E dire che il Consiglio di Municipio 3, lo scorso luglio, ha approvato un ordine del giorno per chiedere all’amministrazione di assegnare gli spazi rimasti liberi ad altri commercianti o ad associazioni culturali. Ma, finora, non se ne è fatto nulla. E i residenti di Lambrate e Feltre, ogni giorno che passa, assistono al declino del mercato comunale che hanno frequentato per una vita. «Che tristezza, che angoscia vederlo ridotto così. Negli ultimi sette anni il tracollo è stato verticale. Riusciranno mai a rivalutarlo?», si chiede una signora che abita nella zona. “Menomale che in campagna elettorale la priorità di Sala erano le periferie…”, protesta un’altra.

Ma non è tutto. Perché gli spazi di quello che fu il negozio «Piante e fiori», chiuso ormai 7 anni fa, sono diventati la residenza di alcuni sbandati. Sia di giorno che di notte. Si entra da un buco sul lato della vetrata esterna chiuso con un’asse di legno. Qui, tra montagne di mobili e cumuli di sporcizia, attorno a mezzogiorno un nordafricano sta ancora dormendo sotto le coperte. Affianco al letto, un tavolino con avanzi di cibo. «Da due anni parte del mercato comunale è un dormitorio abusivo, ma il Comune se ne è sempre infischiato. Non esiste un piano di rilancio concreto né una quantificazione dei costi per rimettere a posto la struttura. Una situazione indecente e irresponsabile che non fa presagire nulla di buono per il futuro», commentano Gianluca Boari e Pietro Marrapodi, consiglieri leghisti del Municipio

Massimo Sanvito (Libero)

A sinistra le serrande abbassate del mercato di via Rombon, sopra rifiuti e degrado in uno dei locali abbandonati

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