Carte di credito, lʼUE elimina costi extra e commissioni sui pagamenti

Milano 14 Gennaio – L’Unione Europea elimina i costi extra e le commissioni sui pagamenti con carte di credito e debito sia online sia nei negozi. Secondo le stime grazie alla nuova direttiva i consumatori europei risparmieranno fino a 500 milioni di euro all’anno. Niente più sorprese addebitate all’ultimo quando su internet si arriva alla pagina del conto né quando qualche commerciante aggiunge un costo extra a chi non paga in contanti. Aumentano anche i diritti dei consumatori.

La direttiva Ue è già entrata in vigore – La nuova direttiva europea Psd2 sui servizi di pagamento è già operativa e dovrebbe impattare da subito ad esempio sui costi applicati per l’acquisto con carte di credito dei biglietti aerei delle compagnie low cost che imponevano “balzelli” anche di 5€ a transazione.
Le nuove tutele rafforzano i diritti dei consumatori anche in altre situazioni: in caso di furto frodi con carte o bancomat, il cliente fino ad oggi era tenuto a pagare 150 euro per operazioni che non riconosceva, effettuate prima della sua denuncia. Ora la sua responsabilità scende a 50 euro.
Aumenta anche la trasparenza dei costi di commissione quando si acquista qualcosa (non in contanti) in una valuta europea diversa dall’euro. Fino ad oggi, alla transazione veniva applicato un tasso di cambio arbitrario, in ogni caso poco chiaro. Infine, aumenta la protezione della privacy di chi utilizza i servizi che creano un legame tra il conto del cliente e quello del venditore: da ora anche questi dovranno rispettare standard molto rigidi di protezione dei dati finanziari, e dovranno dotarsi di una sicurezza ulteriore per assicurare le transazioni.

La tecnologia rivoluziona i pagamenti – La prima direttiva di questo tipo risale al 2007, ed era pensata per favorire l’ingresso nel mercato di altri attori, per non lasciare il terreno dei pagamenti soltanto alle banche e alle carte di credito. Negli ultimi anni si sono quindi sempre più diffusi nuovi metodi: da sistemi come Paypal (che però ha acquisito una licenza bancaria) alle app di mobile payment, come Apple Pay e Samsung Pay, o in Italia anche Satispay. Sono esponenti della cosiddetta Fintech, la tecnologia applicata ai servizi finanziari, area che vale sempre di più ma che finora non è stata mai regolata. Spesso nemmeno a livello nazionale. Per questo gli Stati membri hanno chiesto una revisione della direttiva del 2007, che includesse i nuovi servizi. (Tg.com)

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Autore: Milano Post

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