Il tira e molla su San Siro non fa bene al calcio

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Milano 12 Gennaio – II derby della disdetta. Ci mancava solo questo sul tormentato stadio di San Siro. La Scala del calcio ostaggio di quella che si può considerare alla stregua di una bega condominiale. Milano Finanza ha rivelato che il Milan prima di Natale ha comunicato l’intenzione di recedere dal 30 giugno 2018 dai contratti in essere con l’Inter e M-I Stadio, la società di gestione dello stadio partecipata dai due club milanesi al 50 per cento. E anche l’Inter ha spiegato di aver dato la disdetta negli ultimi giorni del 2017, una conseguenza dell’azione del Milan, più che altro su consiglio dei legali per evitare che oneri e responsabilità ricadessero esclusivamente sul club nerazzurro, che ha ribadito la sua volontà di rimanere a San Siro e non ha gradito la mossa dei cugini. Comunque anche per la società di via Aldo Rossi, all’indomani del botta e risposta con il sindaco Sala sulle intenzioni riguardo allo stadio del club di Yonghong Li, in questo momento la priorità è continuare a giocare al Meazza. Nessun collegamento sull’eventuale decisione di costruire uno stadio di proprietà la disdetta a M-I Stadio viene considerata solo un passaggio formale per evitare il rinnovo automatico dell’accordo a sei mesi dalla scadenza. Il Milan sostiene di voler verificare se è possibile migliorare condizioni economiche e burocratiche. Per farlo i club hanno sei mesi di tempo e alla fine si potrebbe semplicemente arrivare a una revisione dei contratti. L’Inter ha invitato il Milan a incontrarsi il prima possibile per cercare una soluzione e capire le rispettive intenzioni su San Siro. Nel progetto dell’Inter ci sarebbe anche la realizzazione dell’ultimo lato del terzo anello dedicato esclusivamente ad hospitality e spazi commerciali; mentre il Milan non è interessato all’area a sud di Milano proposta dall’amministrazione. Comunque entro fine mese potrebbe esserci il primo incontro per M-I Stadio. Anche perché il Comune, dopo l’invito del sindaco Sala ai due club a decidersi su cosa fare, non vuole perdere altro tempo e nelle prossime settimane chiede di incontrarli. Bisogna fare in fretta anche perché San Siro, come rivelato da Calcioefinanza, è stato sorpassato dallo stadio della Juventus che per la prima volta dalla sua apertura ha avuto maggiori ricavi di quello milanese, dove giocano due squadre e non una. Mentre Inter e Milan «discutono», la Scala del calcio non è più il primo teatro del pallone.

Davide Pisoni (Il Giornale)

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