Gallera suona la sveglia ai Medici di Base per salvare ospedali e pazienti

Lombardia

Questo articolo è in parte autobiografico. I medici di base devono ricominciare a consumare strada durante i picchi influenzali. È un’esigenza sistemica, che coinvolge l’intero sistema. E finalmente abbiamo un assessore che sta spingendo sul tema. Dichiara infatti Giulio Gallera sul tema:

“Attraverso le Ats, soprattutto quelle interessate dai maggiori afflussi come Milano e Varese, abbiamo sensibilizzato i medici di medicina generale a favorire le visite domiciliari. Siamo consapevoli che la situazione sia figlia di una presa in carico sul territorio poco efficace, soprattutto dei pazienti con più di 65 anni. È un problema che contiamo di risolvere attraverso una maggiore sensibilizzazione nei confronti della vaccinazione antinfluenzale e con l’attuazione della riforma sanitaria”.

Sempre molto diplomatico, l’Assessore è delicato con la categoria. Io non ho obbligo in tal senso, quindi posso andarci giù piatto: il medico di base non può limitarsi a fare il distributore automatico di ricette. È impensabile che nei momenti di stress del sistema la prima linea resti al caldo negli studi. Come è anche impensabile che nei mesi precedenti il vaccino non sia stato spinto. Io non ho idea del perché, forse è un errore ricorrente mio, ma il fatto che da asmatico il vaccino me lo sia sempre dovuto comprare (ed in precedenza anche inocularmelo) da solo è una scelta che mi lascia perplesso. Così come il fatto che me ne sia dovuto ricordare in autonomia. Non ci sono state campagne. Non ci sono state crociate. E poi, quando dovevo scegliere se andare in ospedale per una influenza intestinale che mi aveva fatto quasi svenire due volte, la dottoressa mi ha cortesemente comunicato che per prescrivermi qualsiasi cosa sarei dovuto andare da lei. A duecento metri da casa mia. Con febbre ed ovvi problemi ad abbandonare la sicurezza del mio bagno. Ora, capiamoci, l’ho fatto. Ho trent’anni e stringendo i denti, e non solo, l’ho fatto. Ma se ne avessi avuti sessanta o settanta avrei messo giù il telefono e chiamato l’ambulanza. Il fatto che non potesse fare un salto, prescrivermi un solo medicinale (che poi non mi ha prescritto nemmeno, ma lasciamo perdere) è a dir poco demenziale.

E le conseguenze le sappiamo tutti: Pronto Soccorso pieni di codici bianchi e verdi, che si potevano risolvere a casa con un po’ di umanità, oltre che di scienza. Ma l’umanità costa fatica. E ben fa Gallera a spiegare che la fatica è il motivo per cui vengono pagati.

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