Milan, un pari che non fa male dopo le fatiche di Coppa.

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Fiorentina-Milan 1-1

Milano 31 Dicembre – Quello ottenuto al Franchi è un pareggio che non fa male per il Diavolo, anzi, ha connotati sicuramente positivi. È vero, la partita è stata brutta, il Milan ha creato pochissimo e quando ti chiami Milan un pareggio non è mai soddisfacente. Quando però arrivi da 120′ minuti giocati in un derby battagliero, disputato appena due giorni e mezzo prima, affronti in trasferta un avversario in forma come la Fiorentina che non perdeva da sei gare, riuscendo anche per la prima volta in stagione a rimontare il risultato, allora anche un pari assume più la forma del bicchiere mezzo pieno che mezzo vuoto.
Questo risultato ottenuto in rimonta è ciò che più serviva al Milan per chiudere l’anno e il girone d’andata. Si, perché questa squadra, come è stato detto più volte, si è dimostrata troppo fragile troppo spesso, abbattendosi alla prima difficoltà della partita. A Firenze invece non è successo, dopo il gol subito la reazione è stata forte, immediata e dopo il pareggio Gattuso e i suoi hanno provato anche a vincerla.
Sicuramente questi sono gli effetti positivi del derby vinto in Coppa Italia che ha portato maggiore convinzione e autostima, ma anche i primi segnali che questo gruppo, forse, comincia a sentirsi tale e ciò consente di compattarsi davanti agli ostacoli per superarli da squadra. Di certo a Firenze si è assistito ad una netta inversione di tendenza rispetto alle disastrose reazioni ai due svantaggi contro Verona e Atalanta.
Gattuso sapeva quanto fossero stanchi i suoi e ha saputo gestire le energie per non finire in affanno, scegliendo anche i momenti giusti per i cambi e col merito di aver iniziato a rigenerare Calhanoglu, entrato ottimamente in partita anche a Firenze al di là del gol.

Racconto e analisi tattica.

Il Milan si presenta col solito 4-3-3. Fino all’ultimo non si sapeva se la Fiorentina schierasse la difesa a tre o scendesse in campo col 4-3-3, Pioli opta per la seconda ipotesi. I rossoneri provano a pressare abbastanza alti, Gattuso vuole il primo pressing da parte di Cutrone accompagnato dagli esterni Suso e Borini sulla linea difensiva viola, lo stesso fa la Fiorentina con Simeone che disturba i centrali rossoneri ma gli esterni non sempre lo accompagnano. Col passare dei minuti il Milan decide di abbassarsi per concedere meno campo aperto alla Fiorentina, stando più corti e cercando di inserirsi tra le linee di passaggio per spezzare il giropalla viola e ripartire.
Rispetto ad altre partite, quando il Milan comincia a palleggiare non riesce poi a trovare le verticalizzazioni giuste per rendersi pericoloso.
Nel primo tempo, per oltre mezz’ora, a parte un tiro sbilenco di Kessie e un paio di traversoni dei toscani non succede praticamente nulla. Poi Bonucci ha un eccesso di confidenza e Simeone si impossessa della palla lanciandosi a rete, arriva Romagnoli a rimediare stendendo l’argentino al limite dell’area e prendendosi un giallo che sa di grazia vista la possibile chiara occasione da gol. Qualche minuto più tardi ancora Bonucci, si fa infilare da Simeone che riceve solo davanti al portiere, Donnarumma però in uscita gli chiude lo specchio e respinge. Occasione anche per Gil Dias con un colpo di testa ravvicinato, ancora bravo Donnarumma ad alzare la palla in angolo. Termina il primo tempo.
La ripresa inizia con un’altra grande parata di Donnarumma che si distende a deviare il sinistro di Badelj indirizzato all’angolino, il Milan risponde con Suso che prova la sua giocata, rientra verso l’interno e fa partire un sinistro diretto all’incrocio ma Sportiello vola e mette in angolo.
Dentro Calhanoglu nel Milan e Chiesa nella Fiorentina.
Minuto 71′, Bonucci si dimentica di Simeone e guarda solo la palla, legge male il cross e il Cholito gli scivola alle spalle per incornare il pallone e bucare Donnarumma. 1-0.

Gattuso butta subito nella mischia André Silva e chiede ai suoi di alzarsi, viene ascoltato, il Milan preme sull’acceleratore, trova il tiro di Cutrone murato e poi il solito mancino di Suso dal limite, Sportiello respinge centralmente e Calhanoglu ribadisce in rete. 1-1.
I viola provano a riversarsi in avanti e il Milan a colpire in contropiede, da una di queste situazioni arriva l’occasione per André Silva che sposta il pallone e calcia di destro, il tiro però è centrale e Sportiello blocca.
Dopo un destro in tribuna di Chiesa, arriva il triplice fischio finale.
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Ripartire al giro di boa.
C’è tutto il girone di ritorno da affrontare, senza dimenticare Europa League e Coppa Italia. Gli obiettivi stagionali sono ormai notoriamente ridimensionati, almeno in campionato, visto il distacco troppo ampio dal quarto posto.
La vittoria nel derby ha ridato animo a tutto l’ambiente, ora resta da vedere quanto durerà questo effetto, perché prima o poi finirà e bisognerà mettere altro carburante se si vorrà spingere.
C’è voglia di riscatto dopo i numerosi schiaffi presi in questa prima metà stagione, la condizione fisica è in netta crescita rispetto a un mese fa e Gattuso sembra aver deciso di recuperare chi fino ad ora ha un po’ deluso ed è stato motivo di critiche al mercato estivo della dirigenza. Calhanoglu è entrato nel derby e ha giocato 50 minuti di buonissimo livello, con giocate preziose e costringendo gli avversari a maggiori attenzioni difensive. A Firenze è andato ancora meglio, ha alzato il tasso qualitativo e ha trovato anche il gol che è valso il pareggio, se gioca sempre così e trova una buona forma fisica sarà difficile tenerlo fuori ed è proprio questo che Gattuso si augura. Chissà se Rino riuscirà davvero a rigenerare il turco e a farlo ambientare, guardando le ultime due prestazioni la strada presa sembra quella giusta, quella che dovrebbe prendere anche André Silva, partito come un razzo in Europa League ma ancora a secco in campionato. Anche il portoghese è entrato bene a Firenze, peccato per quel destro centrale. Questo Milan per migliorarsi non ha solo bisogno di grinta e corsa, ha bisogno anche di qualità, quindi ha bisogno dell’apporto di questi due. Vediamo cosa succede in questa seconda parte di stagione. Per bocciare e promuovere c’è sempre tempo.
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Andrea Mutti

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