Follia a Palazzo Marino: Seduta sospesa. Aggredita l’opposizione. Limonta indagato?

Milano

Utili i metal detector all’entrata di Palazzo Marino. Non faranno entrare i ragazzi di Casa Pound (come, ce lo devono ancora spiegare), però i vecchietti modello Arci, carichi di rancore e Lambrusco, li lasciano passare senza una piega. E poi succedono le scene che si sono viste ieri sera nella massima assise cittadina. E di cui i compagni, ne fossero capaci, si dovrebbero vergognare. La mozione all’ordine del giorno era il solito capolavoro di inutilità. In piazza ci devono poter andare gli amici del giaguaro, dotati di apposita carta da bollo. No alle manifestazioni dei fascisti, in nome della Costituzione. Che una cosa del genere non l’ha mai nemmeno vagamente sottintesa, ma non importa. Per qualcuno il 1948 non è mai finito, il Fronte Popolare non ha mai perso le elezioni e la Guerra Fredda è ancora qua, tra noi. E siccome se fa freddo un cicchetto aiuta, questo spiega alcune delle cose viste.

Apre le danze un arzillo vecchietto che dal pubblico, mentre il consigliere Leghista Morelli, sta ricordando che, se la logica è vietare le ideologie sanguinarie in piazza, i cento milioni di morti del Comunismo andrebbero almeno ricordati, si produce in una performance da osteria. Si alza, urla, insulta, chiede di essere fermato per non picchiare col bastone quel giovanotto impertinente. Ovviamente il Presidente Bertolè non sgombera l’aula, ormai trasformata in un circolo Arci. Tanto le violenze e le prevaricazioni si condannano solo se da destra. Come i sorpassi. Così Morelli è costretto ad andare di persone dal nonnetto esuberante e chiederne l’identificazione. Fossi stato in lui avrei chiesto anche il test del palloncino. Non si sa mai, in certe situazioni. Nel corso della seduta gli insulti passano dal pubblico alla maggioranza, che dà, ad esempio, due volte del coglione al povero Manfredi Palmeri. L’aria è tesa, tesissima. Finché qualcosa non si spezza.

Durante il magistrale intervento del nostro direttore, il Consigliere De Pasquale, che stava ricordando a tutti che le piazze andrebbero vietate, semmai ai Black Block, a Limonta parte l’embolo. Avete presente quando il vostro vicino, che sapevate tutti essere un po’ strano, ma che faceva colore, un giorno, improvvisamente, comincia a tremare, paonazzo in viso, con la vena del collo in rilievo e poi esplode in una bestialità con l’eco? Più o meno. Limonta si alza ed urla che a Genova i Black Block erano infiltrati dai Carabinieri. Game, set, match. Seduta sospesa per verificare se vi sia stato un reato contro i poteri dello Stato. Una mozione inutile, che altrove era passata in mezzora, qui richiederà due sedute. E perché?

Perché la sinistra non ha il minimo autocontrollo né la minima tolleranza per gli avversari politici. Non si aspettavano gli emendamenti. Non si aspettavano il contraddittorio. Non si aspettavano una compagne educata, ma determinata. Non si aspettavano che l’opposizione non si sarebbe arresa. Non si aspettavano che qualche Italiano ancora rifiutasse la resa. Eppure è successo. Ed ovunque la libertà verrà minacciata in maniera stupida e totalitaria continuerà a succedere.

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