I primi 40 anni di Lapo Elkann “La cocaina ..Pensavo fosse glam. Invece è da sfigati”

Cronaca

Milano 11 Dicembre – 40 anni di eccessi, di cattiva stampa, nell’abisso della cocaina e nella luce della creatività. 40 anni dorati e tormentati, sempre rincorrendo sogni di perfezione e di bellezza, con la fragilità di una solitudine che sa vedere l’infinito, con le contraddizioni di un’infanzia odiata, con quella ferita, dentro, di un abuso mai dimenticato. Con il fascino di una complessità a tinte forti, nell’eleganza innata e personale del suo saper porgere l’unicità preziosa di se stesso.

Lapo Elkann compie 40 anni e diventa uomo. Finalmente, diranno in molti, anche se l’evoluzione di una vita appartiene al singolo e alla sua sensibilità. “Io sono una natura eccessiva. E questo è un messaggio che voglio dare a tanti: le sostanze (le droghe ndr) possono abbagliarti ma sono il peggiore amico che puoi avere, perché ti allontanano da tutto. Con loro ho combattuto battaglie terribili, e ho ottenuto la più grande vittoria della mia vita….Mi sono fatto male e ho fatto male. Poi ho incontrato medici geniali, Lorenza Bolzani e Gallimberti e Bonci, italiani per l’appunto, che hanno inventato un sistema chiamato Tms, che agisce sul cervello e allontana il craving, la voglia. Ce l’ho fatta. Si può. Bisogna volerlo. Raccontare tutto questo con leggerezza? Ci provo, ecco. Diciamo che amo viaggiare ma qualche volta mi sono perso perché mi sentivo solo, infelice, ingabbiato. Non mi amavo e non amavo chi ero. Ora, a 40 anni, mi accetto. Avrei voluto succedesse prima ma è andata così», confessa al Corriere. E alle domande della rivista RollingStones risponde con la sincerità di chi ha capito i propri limiti, ma sa volare anche ne lavoro con l’intelligenza creativa. “Arrivato agli “anta” ti senti ancora un giovane? 
C’è ancora in me il Lapo bambino che scalpita, ma a 40 anni non si è più giovani, si inizia a essere vecchi. Anche se in Italia a questa età continuano a definirti un ragazzino, la realtà è che quando ci sediamo e parliamo con i millennials siamo dei vecchietti.

Come si conserva la creatività invecchiando? 
Il vero talento oggi è quello di sapersi circondare di gente brava, che rafforzi quello che vuoi costruire.

Parli come un allenatore di calcio…
Più che allenatore, credo oggi di sapere meglio quali sono i miei punti di forza e quali i limiti. Mi piace motivare gli altri, avere un confronto con persone di qualità e non con gente debole, con cui il confronto non esiste, perché hanno paura. Voglio essere spronato, voglio che mi facciano vedere cose diverse. Nell’ultimo periodo ho passato molto tempo in Italia e in un futuro prossimo vorrei stare di più all’estero. I nuovi progetti delle mie aziende mi permetteranno di essere più internazionale.” E in questa maturità conquistata c’è anche la lucidità di una visione politica pragmatica “”Berlusconi ha un’energia e una vitalità incredibile, non mi stupisce che rinasca dalle ceneri…Avevo riposto molto speranze in Renzi, poi quando è salito al governo, sono cadute tutte. Si piace troppo e questo è pericoloso sia per lui che per noi. È molto provinciale, non è un Macron, è un ‘micron’. Serve meno personalismo, meno egocentrismo e meno voler parlare di tutto e di niente”. Tranchant ed efficace. Auguri per tanti altri anni di “cose vere”.

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