La nuova piazza di Lambrate già distrutta a un solo mese dall’inaugurazione. Protesta dei cittadini: «Intervento sbagliato».

Milano

Vandali e bivacchi degli sbandati,  crolla la panchina in granito

Milano 6 Novembre – Doveva essere la sua rinascita, dopo anni di degrado e cattive frequentazioni. Uno spazio da restituire al quartiere, che – nonostante l’eliminazione del verde – si aspettava un deciso cambio di passo. Ma a poco più di un mese dalla sua inaugurazione, celebrata in pompa magna durante il Green day dalle istituzioni e dalle associazioni vicine alla sinistra (vedi Vivi Lambrate), la nuova piazza di Lambrate è ritornata (o meglio, è rimasta) nell’occhio del ciclone. Nei giorni scorsi, infatti, una delle panchine circolari in granito appena posate all’interno della rotonda è stata vandalizzata. Distrutta da chissà chi, è stata recintata dal nastro bianco e rosso del Nuir (il Nucleo di intervento rapido della Polizia Locale). Anche se non va escluso che si sia trattato di un cedimento naturale. Quello che è certo, però, è «la breve durata dell’integrità della nuova rotonda. Per questo chiediamo al Comune una valutazione e il controllo di tutte le panchine per evitare nuovi crolli e scongiurare possibili incidenti», spiega Roberta Borsa di Lambrate Inforna.

Ma non è tutto. Perché a ridosso dei tavoli da ping pong, il calcestre che ha preso il posto dell’erba si è trasformato in un manto sabbioso pieno di sassi. E sono comparse le prime buche, conseguenza inevitabile di chi, giocando, lo calpesta. «Ci hanno detto che il verde andava eliminato perché all’ombra non cresceva, ma nell’anello esterno della piazza, dove c’è ancora, non ci sono problemi. Con una manutenzione adeguata e un impianto idrico si poteva mantenerlo. E poi il Comune dice di essere green?». Ora, invece, i pochi ragazzini che si sfidano a colpi di ping pong devono stare attenti a dove mettere i piedi. Capitolo a parte il campo da petanque. In un angolo della rotonda, non è ancora mai stato praticamente utilizzato. E il manto di erba sintetica sopra cui dovrebbero scorrere le bocce è già abbandonato e pieno di foglie. Senza dimenticare la terra sempre sparsa al di fuori della minima circonferenza che è stata lasciata attorno agli alberi dedicati ai lambratesi caduti durante la Prima Guerra Mondiale. E i sassolini bianchi che fuoriescono dalle aiuole posizionate in prossimità del capolinea del tram 33 che, senza un cordolo e col viavai dei passeggeri hanno raggiunto anche le rotaie. Infine, i fruitori della piazza sono rimasti gli stessi del pre-riqualificazione: «I rom continuano a orinare, sporcare, dormire sulle panchine, lavarsi nella fontanella, bere e litigare, con la nuova comodità di bivaccare seduti ai tavoli». Critico sul modus operandi della maggioranza di sinistra, anche il leghista Gianluca Boari, consigliere del Municipio 3: «Tutto è stato deciso a porte chiuse. Se avessero coinvolto maggiormente i cittadini, qualche suggerimento per fare di meglio sarebbe venuto fuori. E pensare che l’intervento è costato più di 170 mila euro». La panchina vandalizzata

Massimo Sanvito (Libero)

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