Berlusconi scende in campo e va a Bruxelles per portare Ema a Milano

Politica

L’ex premier incontra Merkel «Stretta finale: importante ottenere l’agenzia». Italia in pole position con Copenaghen, Vienna, Amsterdam e Varsavia

Milano 20 Ottobre – Silvio Berlusconi scende in campo per Ema. Ieri è volato a Bruxelles per tirare la volata finale per Milano: «A Bruxelles cercheremo di far sì che l’Europa assegni alla nostra Milano una istituzione così importante e rappresentativa» come Ema. L’ex premier ha voluto ringraziare il governatore della Lombardia Roberto Maroni per avere messo a disposizione il Pirellone, come sede per l’Agenzia Europea del Farmaco, «una cosa molto importante». «Parteciperò alla riunione di tutti i leader del Partito popolare europeo – ha spiegato Berlusconi – ci sarà anche la signora Merkel, con la quale abbiamo già parlato del tema e con la quale il nostro bravissimo Antonio Tajani ha più volte avuto occasione di confrontarsi».

E’ iniziato ieri infatti il Consiglio europeo che farà da scenario a discorsi a margine proprio sulle candidature migliori in lizza per ospitare l’agenzia che garantisce la valutazione scientifica, la supervisione e il controllo della sicurezza dei medicinali per uso umano e veterinario nell’Unione europea, in uscita da Londra per la Brexit.

Sulla possibile vittoria dell’Italia, però, il premier Paolo Gentiloni è stato piuttosto cauto ieri durante le comunicazione al Parlamento: «Pur risultando tra le due o tre candidature migliori possibili, non sarà una competizione facile». Più ottimista il sindaco Beppe Sala che su questa partita ha investito tantissimo: «Credo che Gentiloni nel suo ruolo debba essere prudente, in fondo anche noi lo siamo. Però al punto in cui siamo ci vogliono anche cora : o e determinazione». Queste partite «partono molto prima» ha spiegato «ma si decidono nelle ultime settimane». Tuttavia «se non si gioca non si vince», e secondo il primo cittadino è «giusto prendersi il rischio di immagine di non vincere, piuttosto che stare in panchina». Proprio sul tema si è svolto martedì un incontro fra Sala e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il presidente mi ha detto che sta facendo la sua parte – ha spiegato il sindaco – io andrò in missione a Stoccolma». Quindi ha illustrato quale sarebbe il rischio maggiore: «Speriamo non si attuino meccanismi compensativi, come ha detto Gentiloni oggi, tra i paesi baltici o tra quelli dell’est»».

A schierarsi apertamente  anche i rettori delle 14 università lombarde, che hanno firmato una lettera-appello in cui elencano gli atout di Milano, scongiurando il rischio di una scelta geopolitica. «L’eccellenza scientifica e il grande potenziale di sviluppo espresso dal territorio» sono le carte su cui puntare «nell’auspicio che la decisione tenga nella massima considerazione questi elementi».

Competono con la nostra città Copenhagen, Bruxelles, Barcellona, Amsterdam e Vienna, anche se al momento l’unica città che risponde pienamente a tutti i requisiti di Commissione Europea ed Ema è Vienna, anche se ospita già la Fundamental Rights Agency. Per Milano è stata valutata al massimo l’accessibilità della struttura, ovvero collegamenti aerei e strutture di ospitalità, e la disponibilità di scuole europee e internazionali. A preoccupare i rappresentanti delle istituzioni il rischio che prevalga il criterio politico, ovvero la scelta a favore di una città e di un paese che non ospitino nessuna agenzia, come Sofia o Zagabria, mentre l’Italia ne conta già due: l’Efsa a Parma e l’Etf a Torino.

Marta Bravi (Il Giornale)

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