L’Italia si arma, l’8% di chi compra un’arma dichiara: è per difendermi

Politica

Milano 11 Settembre – «Non lo rifarei. Non hai più la stessa vita se hai ucciso un uomo». Dopo cinque anni il calvario di Franco Birolo non è finito. Certo, l’edicolante che nel 2013 aveva ucciso un ladro entrato nella notte nel suo negozio è stato assolto in secondo grado (nel primo fu condannato a 2 anni e 8 mesi e a un risarcimento di 325 mila euro). Ma la coscienza, spesso, non si accontenta delle sentenze per alleggerirsi. «Quelli come me non devono essere accusati perché si sono difesi», spiega il 51enne di Civè di Correzzola (Padova). Ma aggiunge: «La giustizia non dobbiamo farcela da soli».

Secondo i dati diffusi a metà agosto dal Viminale in Italia diminuiscono sia le rapine (da 19.163 a 16.991) che i furti, in calo del 10,3% (da 783.692 a 702.989). Ma i numeri non vanno a braccetto con la sensazione di insicurezza degli italiani. Di questo si occupa La percezione della paura (Il boom delle armi in Italia) in onda questa sera dalle 21.15 in prima tv su Sky Atlantic e su Sky Tg24. «A vedere certi programmi il Paese sembra diventato un Far West», racconta il regista Andrea Bettinetti. «E allora ho deciso di immergermi nel mondo di chi ha deciso o vorrebbe essere pronto a farsi giustizia».

Il dramma dei protagonisti

C’è l’edicolante Franco al quale, dopo cinque anni, è stato riconosciuta l’assoluzione per legittima difesa. E poi Carla De Conti, la tabaccaia dei record: «Ho subito tre rapine, una a mano armata, e cinque furti presentando 11 denunce», racconta la 51enne di San Fior (Treviso). E spiega: «Quando ho visto che nessuno mi difendeva ho deciso di prendere il porto d’armi». Una licenza che invece aveva Rodolfo Corazzo, il gioielliere della provincia di Milano, quando ha ucciso uno dei ladri che gli erano entrati in casa. «Non mi sento in colpa, ma nemmeno un eroe. Grazie a Dio ero armato perché altrimenti avrebbero ammazzato me, mia moglie e la nostra figlia di 10 anni», ribadisce.

I corsi di difesa personale

«Per capire il loro dramma basta ascoltare le loro storie», racconta il regista Bettinetti, 54 anni. Ma non gli bastava. «In Italia ci sono circa 1 milione 300 mila licenze di porto d’armi. Mi sono detto che non potevano essere tutti degli emuli di Rambo e Clint Eastwood, così ho deciso di indagare i loro motivi». Per farlo si è spinto all’Hit Show di Vicenza, una delle più grandi fiere internazionali per la caccia, il tiro sportivo e la protezione individuale. «Poi ho deciso di prendere la licenza e partecipare a un corso di tiro operativo basico con pistola: un’esperienza notevole considerando che sono contrario alle armi».

Solo l’8% degli italiani che posseggono un’arma, secondo Eurobarometro, dice di aver preso una pistola o un fucile per difesa personale. Ma il dato è sottostimato. Il 23%, per esempio, dichiara appassionato di tiro al volo. I permessi sportivi, più facili da ottenere, rischiano così di diventare un escamotage. Anche perché in Italia, a fronte di poco meno di 1 milione e 300 mila licenze, ci sarebbero (secondo Eurispes) quasi 10 milioni di armi detenute legalmente da circa quattro milioni di famiglie.

Davide Lessi (La Stampa)

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