Case popolari MM chiavi in mano. Ma mancano luce e gas.

Milano

Via Gandino, da un mese gli inquilini attendono 

Milano 10 Settembre – «Ho il papà invalido, con la gamba rotta. Non posso cucinargli cibo caldo perché siamo senza gas in casa». Danielyn Libario, 20 anni, nata a Milano da genitori filippini, racconta l’odissea che sta vivendo da un mese. Un calvario che accomuna 13 famiglie del caseggiato di via Gandino 10 e 12, tra via Giuseppe Meda e il Naviglio Pavese, di proprietà del Comune e gestito da MM. Sono gli ultimi nuclei trasferitisi in questo complesso all’inizio di agosto: un mix composto da filippini, sudamericani, marocchini e non solo, tutti lavoratori (tra loro operatori socio-sanitari, autotrasportatori, addetti autolavaggio) che hanno messo piede in case ristrutturate e a norma. Un sogno realizzato dopo anni di attesa in graduatoria. «Peccato -segnalano -che nessuno di noi abbia potuto effettuare l’allacciamento del gas». La risposta del fornitore è stata sempre la stessa, spiegano: «La modulistica consegnata al momento dell’assegnazione non è quella giusta». In particolare, si riferiscono al modulo I40 che attesta la corretta esecuzione dell’impianto ma che nel loro caso, trattandosi di «appartamenti riattati», non sarebbe considerato valido per l’allacciamento dal fornitore.

UNA QUESTIONE ingarbugliata che si complica ancora di più per chi, straniero, non ha padronanza della lingua italiana e fatica a spiegare l’inghippo agli sportelli. A fianco delle famiglie, però, c’è il Comitato di autogestione, attivo in via Gandino dal 1994, che veglia su 138 alloggi e che si è attivato per risolvere il problema. Adesso, tra le 13 famiglie, c’è chi si arrangia a cucinare con fornelli elettrici e chi si fa ospitare da amici o familiari per pranzo e cena.

Jorge Jaramillo, peruviano, racconta di avere una bambina e un figlio disabile: «Per ora siamo ospiti di una parente, perché senza il gas abbiamo troppi disagi. È un peccato avere una casa e non poterei abitare». Emely Rodas, del Guatemala, ha passato di peggio: «Ho firmato il contratto il 10 agosto. E non era attivo né il contatore della luce e né quello del gas. Ora, dopo tanto penare, ho la corrente. Per il gas, invece, sto ancora aspettando. Ho tre bambini». Problema identico per Araceli Andaluz, dell ‘Ecuador: «Martedì, se tutto filerà liscio, avremo finalmente la luce. Adesso ci arrangiamo con le torce… Per il gas, invece, ancora non se ne parla. E io di bambini ne ho quattro, che stanno per cominciare la scuola».

Come si può risolvere la faccenda ? MM, interpellata dal «Giorno», spiega che una soluzione è già stata trovata e che le famiglie sono state contattate ieri mattina. «Questione risolta. La prossima settimana sarà una nostra ditta a certificare che gli impianti degli alloggi riattati sono a norma. E contatterà direttamente il fornitore per effettuare gli allacciamenti».

Marianna Vazzana (Il Giorno)

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