A Milano, il paradiso per i cinefili abita in via Washington

Cultura e spettacolo

Milano 6 Settembre – Una videoteca formidabile da 28mila titoli, tra dvd e vhs. Un rifugio per cinefili aperto per 365 giorni all’anno, fino alle 22, incluso Natale. A suo modo, un’università della settima arte dove è possibile farsi una cultura cinematografica con cult memorabili. «Susanna!» di Howard Hawks, «Jules e Jim» di François Truffaut e la filmografia completa di Woody Allen. «Molti classici sono noleggiabili gratis in abbinamento ad un titolo a pagamento, a 3 euro per il primo giorno» spiega Michele Quattrocchi, titolare del «Video Club Le Cinéma» di via Washington 90. Nato a Catania 60 anni fa, il signor Quattrocchi è arrivato a Milano quando aveva 20 anni.

«A questa città devo tutto. Ha realizzato il mio sogno: avere a che fare con quel mondo fantastico che è il cinema tutto il giorno. E dire che mi ero trasferito al Nord per fare il poliziotto».

Per quanto tempo è stato un agente?

«Per 6 anni. Ma la mia passione erano Fellini, Monicelli, Rosi. Decisi di rinunciare alla divisa per lanciarmi in un’attività in cui all’inizio non avevo concorrenti. Era aprile del 1986. Ricordo che c’erano ancora le cassette di Video2000 della Philips ma ebbero vita breve. A seguire, per due decenni, vi fu il dominio delle vhs. Gli affari volavano: aprii in poco tempo cinque punti noleggio. Per acquistare una videocassetta allora bisognava sborsare 150mila lire. Quindi per vedere un film o si andava al cinema o lo si noleggiava. In televisione sarebbe stato trasmesso solo due anni dopo».

Il picco del successo?

«Primi anni ’90. Non solo grazie alle vhs ma anche al noleggio dei cd. Solo in via Washington avevo 12 dipendenti. Il venerdì e il sabato c’era la fila fuori. Ogni giorno facevo almeno 50 nuove iscrizioni, adesso per dire faccio una tessera al giorno. Eravamo 400 videoteche in totale, solo a Milano. Nel 1994 sbarcò il colosso americano Blockbuster…».

Patì la concorrenza?

«A fine decennio dovetti chiudere gli altri punti vendita, io risposi dedicandomi anche all’ingrosso per le altre videoteche. Ma la sfida vera sarebbe arrivata solo nel decennio successivo».

Cosa successe?

«Nel 2000 i dvd soppiantarono le cassette. Le cose si complicarono con la pirateria informatica. La gente cominciò a convincersi che i film, costati milioni di euro e frutto di un impegno anche di anni, fossero come una “commodity” gratuita».

Come ha resistito all’assalto del web?

«Attraverso la fidelizzazione della clientela che per me significa avere un rapporto umano con le persone, di cui conosco nome e gusti. Qui si può scegliere tra un catalogo enorme che include tutti i titoli usciti a noleggio in Italia, compresi lungometraggi fuori commercio molto ricercati dagli studenti delle scuole di cinematografia. Per rilanciare il comparto credo però che l’unica soluzione sia quella adottata in Germania, dove chi scarica o visiona illegalmente materiale coperto da copyright è punito con una multa da 500 euro».

Annamaria Lazzari (Il Giorno)

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