Il cane che veglia le macerie. E ad Amatrice una statua in ricordo dell’eroina Camilla.

Zampe di velluto

Il labrador accovacciato su quel che resta della sua abitazione commuove il mondo

Mentre Amatrice ieri ha ricordato e celebrato con una statua l’eroina Camilla, coraggiosa border collie dei vigili del fuoco che correva tra i monti della Laga per aiutare a ritrovare i dispersi sotto le case crollate, e morta lo scorso
luglio durante la sua ultima missione, a Ischia un altro cane ci commuove. È un dolcissimo labrador, sguardo triste e pelo arruffato, che da due giorni vive accucciato sulle macerie di quel che resta della sua casa. Un’immagine che vale più di mille parole: in poche ore la foto messa su internet è diventata virale e ha fatto il giro del mondo come “simbolo” del terremoto che il 21 agosto scorso ha devastato la bella isola campana, uccidendo due donne e ferendo una quarantina di persone. Quel musetto affranto che veglia il mucchio di macerie dopo le scosse non lo dimenticheremo facilmente.

Anche se non conosciamo il suo passato, è entrato nella storia. «Probabilmente i suoi padroni sono in ospedale, e l’animale è lì a fare la guardia a ciò che è suo e dei suoi padroni, lo faceva prima e continua a farlo ora; oppure proprio perché è rimasto solo ha bisogno di sentirsi al sicuro tra gli odori dei luoghi a lui familiari dove ha vissuto con i suoi cari», spiega a Libero Franco Fassola veterinario comportamentalista di cani e gatti. «Il cane costruisce una mappa mentale dell’ambiente in cui vive, ma non predilige assolutamente la casa ai padroni, il legame affettivo è quello con il gruppo sociale, la famiglia, con cui interagisce», continua il veterinario. «Dunque, sono più propenso a pensare che i suoi padroni siano rimasti feriti».

E il cagnolino sia lì ad attendere il loro ritorno. Non lascia sorpresi coloro che conoscono il comportamento degli animali il racconto di Lilli Lauro, consigliera regionale e comunale di Genova, che si trovava a Ischia la sera del terremoto:«Intorno alle 21 i cani vicino al Porto e nelle vicinanze improvvisamente hanno abbaiato tutti insieme, senza un apparente motivo, poi si è alzato un forte vento, si è sentito un boato e la terra ha cominciato a tremare…». Si dice che gli animali abbiano tutti un sesto senso. In realtà, a differenza nostra, avvertono gli ioni positivi rilasciati dalle rocce immediatamente prima che si verifichi il terremoto, così da poter mettersi in salvo. Non soltanto i cani, ma anche i gatti e gli uccelli hanno una determinata reazione di fronte all’imminente scossa tellurica. I gatti non miagolano ma si agitano. I volatili invece hanno l’abitudine di allontanarsi dal luogo del sisma a grande velocità.

DANIELA MASTROMATTEI (Libero)

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