Seduto in mezzo ai vostri arrivederci in memoria di Ettore Sottsass jr.

Cultura e spettacolo

Milano 31 Luglio – Guarda il mondo dall’alto, sembra tutto di pietra. Immagino i primi uomini apparsi sulla Terra, semplicemente in ascolto, alla ricerca dei luoghi speciali dove fondare le prime città e costruire quei templi che tuttora destano in noi stupore e meraviglia. Uomini capaci di decifrare i misteri della Natura e le alchimie del cosmo. Quando gli uomini hanno scoperto che “piantando” una pietra nel paesaggio tutto il caos intorno a quella pietra si coagulava in realtà, hanno inventato l’architettura e con gli occhi stupiti hanno continuato da quel giorno a rinnovare il magico rito.(E.S.)   Desidero qui raccontare il progetto della CASA NANON, LANAKEN, Belgio 1995. 

La prima volta che ho visto la pianta di questa opera, mi è subito venuto alla mente Villa Adriana, costituita da un complesso di edifici che Adriano fece realizzare dal 126 al 135 d.C. nella piana dominata da Tivoli, ispirandosi a luoghi e monumenti sparsi nelle terre dell’impero romano. Essa si presenta come una sequenza di spazi raccordati tra loro e collegati da una rete di gallerie, entro un paesaggio naturale e artificiale, unico e irripetibile. Antitesi della griglia geometrica astratta. La CASA non è una macchina da abitare (…) perché la tecnica dell’architettura è la tecnica della magia. Il miglior modo di intendere la magia è quello di considerarla un tipo di scienza, cioè un modo per controllare le forze naturali (…) La magia è la tecnica dell’uomo più grezzo e inerme, più solo e ineducato, più ingenuo e sprovveduto, possiamo dire più libero? (E.S.) Ogni viaggio popola l’immaginazione sensibile dell’uomo e del disegnatore, senza dimenticare le proprie origini che E.S. rappresenta spesso, nel CORTILE: cuore sacro e silenzioso del cosmo architettonico. La natura del Mediterraneo si mescola con le avanguardie radicali, l’arte e la poesia.

La CASA NANON è situata su un’ampia superficie pianeggiante circondata da alberi; il nucleo della casa è il patio delimitato da un possente portico blu adagiato su quattro gradini color mattone, come la pavimentazione.

La pianta del patio ricorda la forma del quadrato rosso  di Malevic –    Red square – 1915, che ha un lato leggermente inclinato rispetto agli altri, dando movimento alla statica forma del quadrato. L’insieme delle tre camere da letto e gli spazi di cucina, pranzo, living e studio ruotano liberamente intorno al cortile, chiuso verso l’interno da ampie vetrate e circondato da un percorso generatore di molteplici punti di vista tra le singole parti dell’abitazione. Dentro la casa, superfici parlanti, figure riconoscibili, il colore come elemento emozionale che si traduce in spazio. Luce del cielo ovunque diffusa e nello stesso tempo, incertezza che sbuca dai muri gialli, come il volume ad arco fatto di listelli in legno cangiante che, contrasta col tubo al neon che fa da corrimano interno al passaggio.Attraverso percorsi interni e variazioni continue di luce e ombra, naturale e fluorescente, si giunge nell’altra parte della casa, che contiene la palestra, la piscina coperta e altri ambienti destinati agli esercizi fisici e alla cura del corpo. L’immaginazione e la profonda conoscenza dei materiali e dei colori si mischiano sapientemente negli ambienti interni creando sorpresa e quiete.Siamo nel 2004: sono trascorsi gìà quattro anni dalla fine del novecento, siamo nel terzo millennio.In quei giorni stavo leggendo la raccolta di SCRITTI 1946-2001 di E.S.; leggerezza, emozioni, rivelazioni e conferme entusiasmanti, il vecchio ha voglia di parlare coi giovani, capita.

C’è un articolo dal titolo divertente che mi colpisce ed è Il pianeta come festival che dice:”…voglio dire se gli altri disegnassero per se stessi zattere per viaggi lungo il fiume o stadi per l’osservazione celeste o terrena, se disegnassero per se stessi tempietti per meditazioni private o prati per il riposo…” La casa Nanon ci ricorda che c’è una materia pesante da far lievitare: Questo è il problema. Sembra che il progettista abbia preso una manciata di volumi-oggetto, alcuni grandi, altri più piccoli, di materiale e forme diverse, per poi pigliarli da sotto e alzarli per aria e dargli un movimento stupefacente e imprevisto: Questa è arte. L’orizzonte si allargava, azzurro, trasparente, vasto con tutto ciò che il mare ha di bello, che il sole ha di raggi, che la brezza ha di profumo..

arch. Angelo Gulino

 

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