Caldo, abbandoni, denunce: «Attenti all’estate»

Zampe di velluto

Le insidie per gli animali da compagnia e le responsabilità (umane) previste dal codice penale. L’estate è una minaccia per gli animali domestici.

A causa del caldo intenso possono subire colpi di calore, con conseguenze anche letali, specie quando i proprietari sottovalutano il pericolo rappresentato da una prolungata esposizione al sole, su un terrazzo o in auto. Comportamenti irresponsabili per i quali possono essere denunciati per aver violato gli articoli 544 bis o ter del nostro codice penale, quelli che puniscono chiunque si renda responsabile di maltrattamenti verso gli animali. Esporre infatti il proprio animale domestico a condizioni di detenzione estreme che possano causargli una sofferenza o, peggio, la morte è un comportamento che viola i nostri doveri di tutela verso gli animali, che come ha stabilito la Cassazione, «devono essere accuditi con attenzione e responsabilità secondo la diligenza del buon padre di famiglia». In caso di condanna, è sempre obbligatoriamente disposta la confisca dell’animale maltrattato, che sarà così tolto per sempre al suo detentore.

L’accresciuta sensibilità delle persone ha fatto innalzare la soglia di attenzione verso la sofferenza degli animali, incrementando il numero di segnalazioni alle forze di polizia, che hanno l’obbligo di intervenire velocemente per interrompere il reato e impedire che la sofferenza animale sia inutilmente prolungata. Recenti episodi di cronaca dimostrano che non sempre le forze dell’ordine vedono gli interventi sugli animali maltrattati come una priorità. Invece, il maltrattamento di animali, come tutti i reati, è soggetto alla repressione da parte di tutte le forze di polizia giudiziaria, senza esclusioni e senza possibilità di dirottare a altri l’intervento. Che sia polizia locale, polizia di Stato, carabinieri, ma anche Guardia di finanza se si trova sul posto, non ha alcuna importanza: tutti devono intervenire una volta avuta la notizia di un animale in pericolo e non deve essere il cittadino a farsi carico di un infinito giro di chiamate, perdendo tempo prezioso per la salvezza dell’animale. Peraltro alcune situazioni rischiano di creare pericolo non solo agli animali ma anche alle persone, come il cane che recentemente si è gettato da un balcone, perché lasciato solo su un terrazzo infuocato dal sole. Oltre alla sua sofferenza il cane poteva provocare ulteriori incidenti cadendo in strada, come accaduto anni fa a un turista giapponese ucciso proprio da un cane caduto da un terrazzo. La raccomandazione resta sempre quella di non sottovalutare mai un reato compiuto a danno di animali e per i proprietari quella di essere sempre attenti a prevedere il risultato di azioni che, specie in estate, possono risultare letali, come può accadere lasciando un cane in auto anche con i finestrini in parte abbassati. E bisogna ricordare sempre che il sole cambia posizione durante il giorno, togliendo l’ombra che c’era quando magari si è parcheggiato.

Ermanno Giudici presidente Enpa Milano

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