Storia rossa del parcheggio proibito a San Babila

Milano

Milano 25 Giugno – Dopo l’Area C, le ciclabili, la demonizzazione di chi usa la macchina e altre balle varie di natura ecologista, su cosa cade la sinistra? Su un parcheggio. Interrato. In San Babila. Così riassume la vicenda Il Giornale:

Gli avvocati del Bryan & Barry Building e il presidente del Comitato San Babila Stefania Orefice non si arrendono all’inaspettata decisione «totalmente unilaterale» da parte del Comune di dire sì all’avvio dei lavori del maxi-parcheggio dopo che i giudici del Consiglio di Stato lo avevano bocciato. Le accuse vanno al sindaco ma soprattutto all’assessore alla Mobilità Marco Granelli che due giorni fa aveva dichiarato ai media: «In tutti questi mesi non è mai cessata l’interlocuzione formale tra amministrazione, impresa, residenti e commercianti». L’avvocato di B&B Sandro De Bruno trasecola: «È una menzogna bella e buona: neppure un mese fa noi e i legali della Fondazione Bracco abbiamo sollecitato a Palazzo Marino la convocazione alla conferenza dei servizi come vuole la procedura. L’assessorato ci ha promesso che il tavolo sarebbe partito proprio in questi giorni e invece, d’accordo con l’impresa, ha in fretta e furia approvato il nuovo progetto».

Ricapitoliamo. Il Comune vuole un parcheggio interrato. Gli abitanti vicini si oppongono. Il Tar dà loro ragione. Mancava la conferenza di servizi, che è un presidio dei proprietari vicini. Solo che a Palazzo Marino si devono essere resi conto che qualcosa proprio non quadrava. Forse i tempi. Forse la totale assenza di argomenti da contrapporre. Forse qualcosa di più grave. Continua l’avvocato:

«Appunto, questo prova l’irresponsabilità di questa Giunta che se ne infischia dell’interesse dei cittadini, ma anzi ne mette a rischio l’incolumità fisica. Al tavolo della conferenza dei servizi avremmo infatti eccepito le perizie che dimostrano la pericolosità di questo scavo nei confronti dei fabbricati di via Borgogna. Esiste una relazione del professor Gianpaolo Rosati, docente del dipartimento di Ingegneria civile del Politecnico, che parla di gravi rischi per le strutture e le fondazioni degli edifici. Mi domando come un sindaco possa essere talmente irresponsabile da non sentire neppure il dovere di disporre delle controverifiche». E adesso? «Appena pubblicheranno la delibera chiederemo l’accesso agli atti e poi partiranno ricorsi ben più pesanti del primo. Il piano economico dell’impresa costruttrice non sta in piedi e questo parcheggio ormai non ha più alcuna valenza di carattere pubblico».

In sostanza, quel parcheggio, a Milano non porta più nulla. Esiste un rischio idrogeologico. Esiste un ricorso che sta per partire. Insomma, ci sono le condizioni perfette per una bocciatura. Sì, certo, se fosse il Tar a ribocciare il piano l’azienda non avrebbe armi da usare contro il Comune. E quindi la compagnia di giro del PD potrebbe lavarsene le mani, felicemente. In malora l’azienda, le promesse ed il parcheggio. Il solo problema sono i soldi sborsati in cause, il tempo perso. E la cronica mania di improvvisare. Che in una città come Milano non fa bene a nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.