La Religione Gattolica – La verità sugli animali.

Cronaca Zampe di velluto

I gatti hanno una saggezza millenaria in grado di elevare l’uomo e condurlo verso la felicità.

In principio Dio creò la terra, il cielo e il mare.C’era un gran silenzio. Così Iddio disse «Sia il Miagos», e  il Miagos fu. Arrivarono Gatta Mammona Cicciona e Gatto Deuteronomius, i progenitori di tutti i mici…L’ottavo giorno Dio si riposò giocando con queste meraviglie della natura a nascondino, con i gomitoli di lana e a unoduetrestella. Tutto era perfetto nell’Eden dei Miagos tra roseti profumati, collinette su cui rincorrersi, cespugli in cui perdersi per poi ritrovarsi,cascate da cui bere acqua sempre fresca, siepi odorose, fiumi con squisiti pesci e alberi su cui arrampicarsi. Nei secoli, il gatto ha continuato ad arrampicarsi e a camminare in alto, anche più in alto dell’uomo, dimostrando una volontà spirituale di aspirazione metafisica. Saranno queste nobili origini a rendere questa piccola tigre l’animale più aristocratico e leggiadro, elegante e gentile dell’universo.

E maestro felino dalla saggezza millenaria, come scrive Daniela Maddalena nel suo libro La Religione Gattolica (edito da Sperling & Kupfer).

Tra le prime pagine il gattolicesimo viene descritto come la religione con più fedeli al mondo, che mette d’accordo cristiani, ebrei, musulmani, buddisti e anche atei e agnostici: è quella che venera i gatti e li riconosce come veri maestri di vita. Con tanto di testi millenari -LaSacra Sabbia, i Vanpeli, il Miao The Ching, il Soriano di Miaometto, il Gatthapada del-l’Appisolato che insegnano agli umani come raggiungere la grazia, la bellezza, la felicità dei felini. Non c’è da stupirsi dunque se perfetti sconosciuti -i gattolici di tutto il pianeta passano ore a raccontarsi i prodigi dei propri amati, e attraverso i loro piccoli felini a «creare un contatto con il divino ». Solidali tra loro a risolvere i problemi con sorprendente concretezza, i gattolici hanno un cuore grande, pur appartenendo alle diverse confessioni. I loro rapporti sono basati sull’armonia, sull’incessante scambio di foto e racconti di epico registro. Un libro che regala preziose pillole di saggezza agli esseri umani non ancora convertiti. Che domanda:«Voi, potete dire di essere capaci di discernere tra il bene e il male, come fa saggiamente un gatto?

Vi fidate di voi stessi. O piuttosto chiedete continue conferme e poi detestate chi non vi considera? Voi siete così spesso ìpocriti». Vi impegnate tanto nel cercare di «attirate l’attenzione e se gli altri non vi adulano vi sentite inutili. Imparate dai micì, loro non creano queste insulse condizioni. Sono giocherelloni, buffi, affettuosi, imperatori. Si aggregano o comandano, non passano il tempo a lamentarsi di non essere felici. Cercano l’equilibrio in tutto. E lo trovano. Ammirateli, emulateli». E che dire dei piccoli riti dei nostri amici, sono come bambini che amano fare mille volte lo stesso gioco. Questa capacità di concentrazione è lezione per i gattolici intemperanti e superficiali che possono imparare a domare l’impazienza e diventare meno competitivi. E vincenti. I miei non sprecano energie. Non agiscono per principio. Sanno cambiare programma, se occorre, e soprattutto sanno usare l’intelligenza. Purtroppo tra gli umani la mamma degli imbecilli è sempre incinta. E tra gli imbecilli in tanti continuano a sostenere che i piccoli felini amano solo se stessi. Sono pieni d’amore e desiderano essere adottati, invece. Sono creature fedeli e «ti sono vicine nella misura in cui tu lo sei a loro, e a te stesso».

A chi afferma che sono attaccati solo alla casa, va ricordato che per loro la casa è soprattutto il rifugio dello spirito e dell’accoglienza. Avventurosi e pieni di curiosità, tornano però sempre dall’amico gattolico. La scrittrice racconta l’evoluzione delle gattare, le chiama sacerdotesse devotamente innamorate dei felini.

Le più moderne scendono in strada in tailleur e ben truccate per accudire i propri tesori, equipaggiate di valigette contenenti guanti, ciotole pulite, croccantini, bottiglie d’acqua, qualche lattina gustosa. «Finito il momento della pappa, le vediamo spazzolarsi la gonna, disinfettare le mani, riporre tutto in una seconda fantastica valìgetta ». E partire per un ‘altra giornata di lavoro. Loro conoscono il Vanpelo: ama il tuo gatto come te stesso, così impari ad amarti. La vita con i miei è benedetta e piena di gioia, parola di gattolica. E il Miao risponde: «Solo se imparate a vivere come i gatti, entrerete nel Regno dei Cieli».

DANIELA MASTROMATTEI da (Libero)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.