Londra, la più tollerante verso il mondo islamico, la più colpita da attentati terroristici

Esteri

Milano 6 Giugno – Quante volte su quel ponte a Londra. Per un anno ho vissuto da quelle parti dove hanno falciato vite. La capitale del Regno è l’esemplificazione massima che questa cultura non funziona e ce la portiamo dietro dagli anni ’90 quando la dottrina del multiculturalismo si è fatta policy.

Londra è, secondo i canoni occidentali, la città più tollerante di questa parte del globo. Le sue università parlano e si finanziano arabo. Interi quartieri, dallo scintillante South Kensington ai quartieri più degradati, si nutrono di Corano, veli e lunghe barbe. A Wimbledon, quartiere verde e affluente dove ho dimorato un paio di mesi, s’incontravano sempre grandi scolaresche di giovani donne in burqa. Ci sono tribunali, a Londra, dove viene riconosciuta e applicata la sharia, sacra legge islamica.

Qui l’Islam ha costruito le proprie istituzioni all’interno di altre istituzioni, quelle britanniche forgiate della Magna Charta, complice forse una piazza finanziaria immensa che ha premuto su una politica compiacente per barattare capitali medio-orientali in cambio di politiche multiculturali. La secolarizzazione è stata così forte da attirare reiteratamente gli estremismi. Riaffiora così il paradosso di Bockenforde racchiuso nella massima “Lo Stato liberale secolarizzato vive di presupposti che non è in grado di garantire”.

Per estendere le garanzie di certi diritti alle minoranze è stata affossata la protezione oltre che l’identità occidentale. Considerato tutto ciò non credo ci sia più filosofia da fare, almeno in questi luoghi, se non quella di prendere empiricamente atto di fatti umanamente devastanti. Nonostante tutta questa apertura, tutto questo rispetto per le tradizioni altrui, questa disponibilità a lasciar fiorire qualunque comunità nel suo grembo, Londra è la città europea che più è stata colpita dagli attentati terroristici di matrice islamica.

post di Lorenzo Castellani

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