Lo Stato dimezza i fondi per Milano. Il Comune sa spremere ma non sa spendere

Fabrizio c'è Milano
Milano 23 Aprile – In 2 anni, sotto i governi Renzi, i trasferimenti pro capite per ogni cittadino milanese sono scesi da 146 a 75 euro annui. Un dato da tenere a mente quando ci dicono che il Referendum federalista promosso da Regione  Lombardia non serve a niente.
Roma ha tagliato i trasferimenti a tutti i Comuni, ma alle città con bilanci dissestati governate per anni dal centrosinistra come Roma, Napoli e Palermo  ha concesso qualche aiutino. Milano, dopo Expo, nulla!
E dire che Milano solo di Irpef versa più di 20 miliardi di Euro allo Stato.
Per il resto il  Bilancio consuntivo 2016 dice che il Comune sa incassare ma non sa spendere.
Le entrate tributarie crescono sempre e, siccome tutte le aliquote sono ai massimi consentiti dalla legge, si punta sulla lotta all’evasione.
Crolla però la capacità del Comune di attivare nuovi investimenti. Si è passati dai 413 del 2015  a 247 milioni di euro del 2016.
Il Comune non riesce a spendere in conto capitale per le opere pubbliche.
Tale incapacità di far partire lavori pubblici, determinerà meno manutenzioni di strade, case e scuole. I piani per le periferie sono destinati  a rimanere annunci.
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Fabrizio De Pasquale, Consigliere Comunale di Forza Italia a Milano

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