110 miliardi di motivi per fregare di nuovo Milano

Milano

Milano 30 Marzo – Io non so voi, ma Giovannini, ex ministro, ed ora esperto di evasione, io manco mi ricordavo che esistesse. Era, almeno per me, un Carneade qualsiasi sulla scena politica. Era, un po’, come il Giudicie di De Andrè. E, forse, risentitosi per la scarsa considerazione ricevuta, ha ben pensato di entrare nella storia. E probabilmente ci riuscirà. Lui è infatti riuscito in una impresa magistrale: ha calcolato tutto, ma proprio tutto, l’ammontare dell’evasione Italiana. È una storia affascinante, quella di questi numeri. Un caso simile nasce una decina di anni fa, con il primo sasso. Il numero è 60 miliardi. È un numero frutto di un clamoroso errore di lettura di una ricerca che calcola il fenomeno corruttivo. Al mondo. E non in Italia. Ma siccome la Corte dei Conti dice che l’impatto sociale della corruzione è superiore ai 50/60 miliardi (non si sa bene come, ma ci fidiamo dei cartomanti loro consulenti) il numero rimbalza ed ora una buona fetta di coloro i quali bevono acriticamente sta roba ci sono cascati. Il grande problema è esattamente questo: questi fenomeni non sono misurabili, direttamente, vengono calcolati come derivati di altri numeri. Il fenomeno dell’evasione, per esempio, si basa su delle attese. Io mi aspetto di incassare cento, se incasso ottanta hai evaso 20. il problema di queste attese è che si basano sul PIL, che è un sistema di valutazione della ricchezza nazionale già aleatorio di suo. E su questo innestano un sistema complesso, farraginoso, pieno di eccezioni e contro cavilli come quello fiscale Italiano. E sopra questo, non dimentichiamolo, c’è quello della libera circolazione dei capitali Europei. Per cui l’impresa è già abbastanza ostica di suo. Senza poi contare il grande problema di fondo, che riguarderà soprattutto noi Lombardi: questo studio ha un obiettivo ben dichiarato. Vogliono i nostri soldi. E, siccome non vogliono aumentare le tasse, li vogliono ottenere saltandoci alla gola.

Una delle casistiche più interessanti, sempre a mio modesto avviso con gli stessi problemi di fondo dei 110 miliardi, ma tant’è, è quella sulla fedeltà fiscale. Che vede la Lombardia ai primi posti per puntualità ed esattezza dei pagamenti. Ed il Sud agli ultimi. Solo che venire a riscuotere tributi a Milano pare, ma dico pare, sia meno complesso e secondo alcune malelingue, meno pericoloso che farlo a Reggio Calabria. Quindi, signori, preparatevi. Giovannini ha detto che piove ed ha portato in commissione un ombrello, per proteggersi. Solo che quello, come sempre e più che mai, è l’ombrello di Altan.

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