La sinistra ama perseguitare l’intelligenza: il caso Ruggeri

Milano

Milano 22 Marzo – L’ironia e le provocazioni, se intelligenti, hanno due cose in comune: sono molto belle e non piacciono alla sinistra. Che, d’altronde, è riuscita a produrre monumenti al buon gusto tipo Vauro e Sabina Guzzanti. Partendo da questo assunto si spiega alla perfezione la persecuzione mediatica e giudiziaria nei confronti di un collaboratore che questo giornale si onora di avere: Otello Ruggeri. La colpa, atroce ed imperdonabile, tanto da portare ad una denuncia, è di avere scritto, sul suo profilo Facebook:

Ieri, davanti alla Caserma Montello, durante la festa per gli immigrati, ai bambini di una scuola media è stata fatta cantare “O bella ciao”. A parte l’indegnità di strumentalizzare dei bambini per scopi politici, non trovate che questa strofa rappresenti molto meglio l’immagine di uno straniero che guarda al nostro paese con speranza: “seduta all’altipiano guardi il mare, moretta che sei schiava fra le schiave, vedrai come per sogno tante navi e un Tricolor sventolar per te”?

Fidando nel discernimento del lettore, confido che sia del tutto chiaro che si tratti di una provocazione. Intelligente. Che non incita all’odio, che non incita alla discriminazione e che parla di integrazione. In cui, peraltro, il termine fascismo non compare, non si incita a tornare agli anni 30 e non si dà alcun giudizio storico o politico sul colonialismo. Questa è, tutt’al più, apologia del carambour. Istigazione allo humour. Discriminazione dei tetragoni. Insomma, non c’è alcun reato. Può non piacere, può non stare simpatico chi l’ha scritto. Ma non è un reato, non è uno scandalo e non è un attentato né ai poteri costituiti, né a quel Dio rancoroso e vendicativo che è la democrazia vista da sinistra. Eppure qualcuno se l’è presa. Moltissimo. Tanto da andare a denunciare l’autore della sagace provocazione. Perché se non va in procura di tanto in tanto il compagno di oggi, un po’ si sente in colpa. Come il credente occasionale che salti la Messa di Natale. Così un anonimo si è presentato alla polizia ed ha sporto denuncia. Io me lo vedo questo signore (ipotizzo, potrebbe essere una donna per quanto ne so), che entra in caserma. Su di lui il peso della Resistenza. È un partigiano, lui. Sta andando sulla futura, metaforica, montagna. Si incarica di combattere un nemico assai pericoloso. Che non risulta abbia mai fatto male ad alcun avversario, ma sono dettagli. Che era così feroce e pericoloso che, forse, lo accoglieva tra i suoi amici. Insomma, il nostro denunciatore ha reso onore alla tradizione con una coraggiosissima denuncia. Che contribuirà a intasare il nostro sistema giudiziario. Che farà aprire un’indagine da psicopolizia. Che si chiuderà, a mio avviso, con un clamoroso nulla di fatto. Giudiziario. Politicamente si è gettato fango su un candidato, su un partito e sull’intelligenza umana. Cui quella provocazione, magari, era piaciuta. Ed ora scopre che potrebbe essere complice di attentato ai poteri costituiti dello Stato. Insomma, un atto eroico. Che di certo renderà migliore questa società. O, al peggio, un po’ più simile al denunciante. Sono certo che tutti voi, come me d’altronde, non vi augurate di meglio per il futuro. Un’ultima nota: uno spirito inferiore avrebbe cancellato il post e chiesto scusa. Un uomo sereno e senza la paura della propria ombra non avrebbe mai fatto nessuna delle due cose. Vi lascio immaginare cosa abbia scelto Otello Ruggeri.

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