Sui voucher la solita manfrina illiberale

Economia e Diritto

Milano 8 Marzo – Talvolta mi domando come sia possibile che la gente non veda alcune cose per me banali. Non accusatemi, vi prego, di snobismo culturale. È una domanda vera. Mettiamo in fila alcuni elementi: il Jobs Act ha prodotto effetti positivi sull’occupazione, all’inizio. Oggi di quegli effetti non resta quasi nulla. Quando si è interrotto il trend? Quando sono finite le detassazioni e le decontribuzioni previste. Ah. Passiamo ai voucher. Sono nati per tassare di più. Anzi per iniziare a tassare soggetti che fino a quel momento erano riusciti a scamparla. Poi qualcuno si è accordo che rendevano il lavoro molto, molto più conveniente. Questo ne ha sancito un boom. Questo, ovviamente, avrebbe dovuto portare il Governo a chiudere il parco giochi. E, nella mia visione innocente del mondo, avrebbe dovuto portare i sindacati alle barricate: senza i voucher l’unico risultato sarà l’aumento della disoccupazione. Invece no. Sono stati i sindacati a lanciare l’offensiva. Perché? Non è dato sapere. O meglio, la motivazione ufficiale è che aumenterebbero la precarietà. Una delle fesserie più atroci che siano state raccontate alla nostra generazione. Intanto vediamo di capirci, l’intera nostra generazione è precaria. Il mondo del lavoro, del commercio e della tecnologia cambiano troppo velocemente per poter assicurare un lavoro a vita. Il lavoro può anche essere stabile, ma solo finché dura. Non piace questa situazione? Legittimo, ma l’alternativa sono lunghi periodi di disoccupazione. E non mi pare un orizzonte particolarmente appetibile. A voi sì? Ma il discorso non si ferma qui, l’accusa è quella di togliere diritti e in particolare di minare la pensione. Ecco, qui secondo me siamo in piena malafede. Io davvero fatico a capire come si possa davvero credere che la mia generazione vedrà qualcosa di simile alla pensione. È davvero al di là della mia comprensione. È come protestare in difesa del diritto a cavalcare gli unicorni. Eppure, tutti ci sono cascati. Ecco, i cattivi imprenditori fanno affari sulla pelle dei poveri giovani. Ecco, dobbiamo tutelare il posto fisso. E gli unicorni, non dimenticate la tutela degli unicorni, mi raccomando.

Il Governo, per non dover affrontare un altro scontato Referendum farà un decreto che ricaccerà fuori dal circuito lavorativo i giovani. Semplice. Non c’è trucco e non c’è inganno. Faccio solo notare una cosa, la più piccola, la meno importante: con i voucher il tempo che lavoro è retribuito e fa curriculum. Con il nero, forse è retribuito, ma non farà mai curriculum. Non posso dire di aver lavorato per Tizio. O se lo faccio, non posso scrivere cosa facevo davvero. Tizio negherà sempre. Ed il problema, nella competizione internazionale, è che noi, parlo anche di me eh, abbiamo troppo poche esperienze, e quelle poche sono scarsamente documentabili. Ma, ovviamente, di questo non frega niente a nessuno. L’importante è il diritto alla pensione. E gli unicorni.

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