Quando l’abusivismo è la difesa dei propri figli, in una Milano che non sa ascoltare e risolvere l’emergenza case

Milano

Milano 1 Febbraio – Occupare una casa abusivamente è sempre un reato perché rappresenta un’illegalità e lede un diritto di altri che aspettano l’assegnazione di un’abitazione popolare, ma ascoltare le ragioni di alcune mamme disperate che “occupano” per dare un tetto ai propri figli, è ascoltare le ragioni del cuore o, comunque, di quell’istinto primordiale che pone il benessere dei propri cari davanti ad un ragionamento. Ma in sintesi, il problema dell’emergenza case così devastante a Milano e irrisolto da un’amministrazione che chiude gli occhi davanti ad una criticità che è povertà e precarietà, diventa contestualmente un atto d’accusa forte e chiaro verso chi si occupa e preoccupa di altre fragilità, dimenticando le necessità delle fasce più deboli residenti in città.

Ascoltiamo quindi le loro testimonianze. “L’ho fatto per i miei bambini” è la frase ricorrente Una frase toccante e al tempo stesso ricca di significato. Queste le parole con cui sono stata accolta in Via De Predis quando, incontrando un gruppo di donne esasperate, ho voluto capire DA COSA queste mamme volevano difendere i loro bambini.!!).

Le storie che s’intrecciano tra i vari rioni popolari, non si discostano di molto le une dalle altre. <<Abbiamo sbagliato lo sappiamo, ma cosa potevamo fare, dormire in strada con i nostri bambini?>> mi racconta una mamma. Il suo dramma è iniziato in un alloggio privato, con un affitto spropositato rispetto alle proprie risorse. Il marito aveva perso il lavoro e i pochi soldi che riuscivano a recuperare non bastavano per coprire l’insolvenza. <<Ho chiesto aiuto al Comune, partecipando al bando sociale per gli affitti di libero mercato, ma non mi ha mai risposto nessuno. Abbiamo anche fatto domanda di alloggio popolare, ma niente… solo graduatorie interminabili… e intanto?>>

Quanti danni può causare a una famiglia indigente, il silenzio istituzionale?<<Quando lo sfratto è stato esecutivo e la forza pubblica si è presentata con un assistente sociale, mi sono vista crollare il mondo addosso… – prosegue la signora – ci hanno proposto la “casa famiglia” ma solo per me e il mio bambino, mio marito doveva arrangiarsi… questo poteva solo danneggiarci… mio figlio è abituato ad addormentarsi tra le braccia del suo papà; cosa avrei dovuto raccontargli? Che suo papà non poteva più stare con noi? quanti traumi avrebbe dovuto subire ancora?>>.

Storie tragiche e inascoltate che vengono nascoste dietro la cecità collettiva di chi dovrebbe tutelare le famiglie e si trasformano in una mannaia sociale. Le sue vittime? I bambini, ignari di quanto gli stia capitando intorno e, come a volte capita, portandoli a sentirsi in colpa per la “fuga di un genitore”, in questo caso forzata.

Un’altra ragazza mi racconta <<Il mio compagno è stato in comunità per 10 anni e per questo è stato inserito nelle graduatorie delle case popolari, per aiutarlo a rimettersi in carreggiata. Nonostante per anni abbiamo sollecitato questa assegnazione, avendo anche un bambino, non siamo mai riusciti ad ottenerla… eppure di case vuote ce ne sono tante…>>

Un’altra, madre di 4 figli, riferisce <<Io ero già in una casa popolare di  31 mq circa compreso il balconcino. Ho chiesto un cambio alloggio, che non è mai arrivato. Mia figlia più grande ha 16 anni: stanno aspettando che si sposi per prendermi in considerazione. Come si fa a vivere in sei in 31mq? Più volte mi hanno risposto che la domanda era stata accolta, ma gli alloggi disponibili non avevano mai le metrature idonee per una famiglia di 6 persone.>>

Quanto, questi cavilli burocratici, sono responsabili nel determinare la volontà ad occupare abusivamente? Perchè la signora, esasperata da un’attesa infinita, ha poi occupato una casa, vicina tra l’altro, per poter così soddisfare un’esigenza che dovrebbe essere  riconosciuta istituzionalmente.

Ricordo ancora il caso di una famiglia che abitava in via Palmieri. Cari amici di famiglia. Una coppia con 6 figli. Il tutto accadde tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80. Vivevano in 2 locali e mezzo, forse l’abitazione non superava nemmeno i 50 mq. Loro hanno chiesto il cambio alloggio e pazientemente hanno aspettato. Allora il più grande dei figli aveva circa 16 anni e il più piccolo 5.

Nel frattempo io mi trasferii a Niguarda con la mia famiglia. Il cambio alloggio, per questi amici, arrivò dopo ben 10 anni e, forse per ironia della sorte, gli fu data casa proprio a Niguarda, vicino casa mia. Peccato che nel frattempo erano rimasti solo in 4, infatti la maggior parte dei figli si era sposata. Locali assegnati: 5 più i servizi. “Meglio tardi che mai”, potrebbe pensare qualcuno!

In via De Predis incontro anche Sabrina, che si fa portavoce di un gruppo di mamme. Lei non è abusiva. Era andata a vivere con la zia prima che venisse a mancare. Secondo le normative di subentro, devono trascorrere almeno 5 anni per poter chiedere un passaggio contrattuale. Per Sabrina ne sono passati 6, ma invece di poter fare il passaggio del contratto, si è vista arrivare un ispettore MM per mandarla via. E denuncia <<Quest’ispettore, un tizio molto alto e che peserà almeno 150 kg, si presenta con fare molto aggressivo soprattutto quando trova davanti a sé anziani e mamme con bambini…>>. A quanto sento, anche con le altre mamme questo ispettore avrebbe fatto pressioni, con modi inusuali, per “invitare” queste famiglie a uscire. <<Lui non suona il campanello. Lui bussa col pugno alla porta tanto da far sembrare che voglia sfondarla… Chi ingenuamente gli fornisce il proprio numero di cellulare – prosegue Sabrina – si ritrova tempestato di messaggi intimidatori… i nostri bambini sono terrorizzati da questo individuo che spesso cerca di entrare in casa con aggressività. Il tutto sempre in assenza di forze dell’ordine…

Quanto e come, un rappresentante delle istituzioni, può permettersi di azzardare in termini e in atteggiamenti poco “bon ton”? Ma con i centri sociali, adottano lo stesso sistema?

Il racconto dello sfratto di una famiglia anziana è straziante <<Sono venuti senza forze dell’ordine, hanno approfittato della fragilità della coppia perchè anziana… gli hanno buttato i mobili dalla finestra perchè, secondo loro, tanto erano al piano terra…>>. Pagare l’affitto è diventato un lusso per molte persone; le persone anziane e le famiglie con bambini sono diventate le prime vittime di questa crisi che non lascia scampo. Ma non si era detto che, davanti a una morosità incolpevole, si sarebbe considerato il caso singolo?

L’occupazione abusiva non va mai giustificata, vero, ma quando le assegnazioni di alloggio popolare si protraggono nel tempo, quando gli aiuti sugli affitti privati a chi è indigente non arrivano, quando un cambio alloggio, per giunta accolto, non arriva, cosa si dovrebbe fare? Esistono famiglie ben disposte a corrispondere una cifra equa per mettersi in regola, ma il caos legislativo e operativo non lo permette.

Usare il “pugno di ferro” verso chi sta già vivendo delle situazioni drammatiche, che beneficio può avere a livello sociale? Ad esempio, proporre una casa famiglia, sempre tenendo conto di quanto queste siano già stracolme di soggetti deboli, a fronte di una valutazione e regolarizzazione di famiglie che stanno cercando in qualche modo di sopravvivere e restare unite, quanto è utile per la nostra società civilizzata?

L’appello di queste mamme? <<Vogliamo regolarizzarci, sappiamo di aver fatto una cosa sbagliata ma cosa potevamo fare?… Vogliamo pagare quello che è giusto, ma cercate anche di capirci… aiutateci a essere dei genitori, non lasciate che i nostri bambini si ritrovino senza un tetto dall’oggi al domani…>>Domande che richiedono sensibilità e vicinanza, ma che non possono cancellare un atto di illegalità. Il vero problema sta in una realtà distorta che permette, in una società cosiddetta civile, esista un’ingiustizia sociale per cui i deboli sono sempre più deboli e indifesi, a fronte, soprattutto a Milano, di privilegi elargiti a Rom, migranti e Centri sociali.

Wellfare, accoglienza, solidarietà, integrazione… che significato reale hanno se non tutti i cittadini possono fruirne? Rimango dell’idea che le storie vanno ascoltate, verificate e messe in condizioni di uscire dal problema, ricordandoci che le vere vittime sono e resteranno i bambini e le persone anziane: il nostro futuro i primi …la nostra storia gli altri.

VIDEO : Serie de “Gli eroi delle case popolari”

 

 

Gabriella Baio

3 thoughts on “Quando l’abusivismo è la difesa dei propri figli, in una Milano che non sa ascoltare e risolvere l’emergenza case

  1. Essendo un sito pubblico é un diritto che si sappia la verità nonostante lei inizialmente ha sollevato una questione in modo leggero, senza avere il ritegno e il buon senso di interpellare i veri disgraziati che ci vivono. Le vere vittime. Come titolo sarebbe più confacente Gli orrori delle case popolari. Quando per l’abusivismo usano co.e difesa i propri figli. Comprende?

  2. Dopo oltre 1 anno il suo video notiamo che é servito a qualcosa di buono. A far rigirare la ruota verso coloro che nel suo servizio hanno solo detto tante fesserie (come quella tizia che dice di essere lasciata al freddo ma in vero il riscaldamento in quelle case é centralizzato, oppure i lapsus freudiani e le toccatine scappate quando qualcuna dice qualcosa che non deve, ecc…), ma anche certe verità sono venute a galla tramite la loro bocca. Venerdì 1 Giugno finalmente é stata sgomberata quella millantatrice che ha organizzato l’incontro per il suo servizio. Quella tizia, tale Geraci, era abusiva e pagava inizialmente un subaffitto alla e intestataria dell’alloggio comunale, fintanto che la persona é purtroppo tragicamente deceduta. Per quanto non pagava per un certo periodo né l’affitto al gestore dell’immobile, né alla ex titolare del contratto. La tizia fantasiosa nel tempo si é creata una sorta di ragnatela di conoscenza, alcune dichiarare nell’intervista, altre all’interno del Comune e di alcuni comitati. L’abilitá della donna é nel saper raggirare le persone come se fosse una sorta di Wanna Marchi (altri paragoni non ci vengono in mente). Spacciandosi per vittima possiede una certa dialettica e uno evidente pelo sullo stomaco allo scopo di ottenere ciò che vuole. Ma il diavolo fa le pentole e non i coperchi. Si dice così sig.ra Baio, giusto? Lei in incerto senso é stata una sua vittima come tanti altre ignare persone. Altri stanno invece al suo gioco, fomentando la sua anima giustizialista e la sua parola. Una sorta di caproni che stanno a fare e ad avvalorare quanto quella donna dice. Finché, com’è accaduto l’altro giorno, alcuni di quelli l’hanno abbandonata nel pieno di uno sgombero senza alzare un dito o procedure una parola in sua difesa. Come per dirle ‘Cara, l’hai fatta fuori dal vaso’. Ebbene, finalmente Venerdì 1 Giugno é stata sgomberata! Colei che pensava di essere ‘tutelata’ da farabutti come lei ha ricevuto una primo colpo. Premessa. La tizia negli ultimi anni ha conosciuto Comazzi e il suo amico Anguissola Di San Damiano Marco. Un nome lungo quanto lunghe ne sa lui… Entrambi membri (in entrami i sensi visto che personaggi sono per lealtà all’incarico che coprono) di Forza Italia. Non c’è certezza anche della paladina Sardone. Ma salterà fuori se ha anche lei a che vedere sull’argomento tuteliamo abusivi delinquenti per un voto. La tizia ha quindi sposato Anguissola e da lì ha pensato bene di rendere utile il dilettevole. É brutto dire così, ma purtroppo certe realtà esistono veramente quando ci sono di mezzo certe donne. Per quanto, oltre a determinati e ben congegnati piani (come le lettere anonime al Comune e altri espedienti), é riuscita solo a guadagnare tempo. Il Comune di Milano si é reso incapace in modo scandaloso non sapendo come gestire la situazione fin dall’inizio. Non vogliamo discuterne qui i motivi ed elencare ulteriori soggetti ora in Regione, ma certe compiacenze e ‘alleanze’ sono state già citate. Quindi, tutelando la tizia, conseguentemente tutelavano altre famiglie abusive giá da generazioni. In Jacopino come in altre parti della città. Si parla di degrado ma quando la politica e la sua etica si mischiano a certe schifezze, si rasenta una miscela di collusione e complicità.
    La donna in questione, sposandosi, lasciò l’alloggio ex Di Nunno e iniziò a vivere, giustamente, col marito nella villa dello stesso. E così anche il figlioletto che ora ha pochi mesi. Fortunatamente né al bimbo né a lei sono andati a mancare un tetto. Quindi pensò bene di tenersi l’alloggio come se fosse una sua legittima proprietà e metterci dentro quel soggetto di suo fratello. Ma sulla casella il suo cognome con quello del marito Anguissola spiccano scritti con pennarello nero (magari Anguissola di Forza Italia mentirebbe, tanto per cambiare, col blaterare che ne era pure all’oscuro). Poi non importa che razza di soggetto sia il fratello e di cosa si ‘occupa’, ma l’importante era non perdere quelle 4 mura di cui lei non ne aveva alcun diritto. I 2 bimbi avuti da quel brav’uomo del suo ex compagno (non è una battuta ma è proprio un bravo ragazzo) vivono con lui. Uno dei 2 purtroppo ha si un invalidità ma il papà non gli fa mancare nulla nonostante le tante difficoltà. Quindi i bimbi hanno una casa dove dormire e possiedono di cui essere accuditi in toto. L’ennesimo scempio morale, invece, viene da quell’arpia della loro mamma che dopo lo sgombero va in giro dichiarando in ogni dove, web compreso, di essere ‘una mamma italiana che è stata buttata fuori con 3 bambini’! Allora, che quella donna potesse avere delle chiare sintomatologie di onnipotenza, che metta in mezzo i suoi bambini, esibendo pure un certificato di invalidità del piccolo, è quanto meno osceno e, tanto per cambiare, é illegale. Un giudice per una cosa del genere prenderebbe dei provvedimenti. Usare una disgrazia a proprio comodo è vergognoso quanto infame! Purtroppo la gente che la consola, che le dice di esserle a fianco, è completamente allo scuro di quanto marcio ci sia sotto.
    Durante lo sgombero, dove lei è arrivata avvisata da un qualcuno del caseggiato, lei dichiarava di aver portato i bambini all’asilo quando invece si apprestava a difendere la casa dove ci aveva infilato il fratello. Come ha fatto credere che erano presenti ben 8 camionette della Polizia, ma erano solo 2! Gli altri erano i furgoni della società di traslochi. Ingigantisce per fomentare la disapprovazione del prossimo. Non è il primo caso di subaffitto, ce ne sono altri… Ma questo, ha dell’obbrobrioso quando vengono citati impropriamente e pubblicamente dei bambini. Le balle hanno le gambe corte come quella donna e i soggetti che hanno abusato della loro posizione pubblica per subdoli scambi di favori. Che rasentando l’abuso di ufficio. Ora, è stato ottenuto nel marasma dello schifo che bruciacchia nei meandri sporchi della giunta comunale milanesi, cosí anche nei suoi uffici, un piccolo passo verso il ripristino della legalità e della giustizia. E anche la Giustizia Divina ha seguito il proprio corso, poiché prima o poi le cattive intenzioni, le angherie, i vari sotterfugi, le furbate ai danni di innocenti abitanti delle case popolari vengano ripulite. Ci vuole solo tempo. Come il tempo che è trascorso dalla pubblicazione del suo servizio. La gente deve sapere che farabutta è quella persona che si nasconde anche dietro ad un comitato della sicurezza che in vero alimenta la sua visibilità e la sua megalomania. Speriamo che queste righe non vengano ancora rimosse/censurate. In altre situazioni ci saremmo firmati. Ma non ci sono per nulla i presupposti per evitare che con certe persone non ci siano problemi di ogni tipo,… Per quanto é giusto e sacrosanto che i cittadini siano al corrente di quanto schifo c’è….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.