La sicurezza sta deragliando a Milano

Milano

Milano 12 Dicembre – I fatti di cronaca, due ragazze, una di diciotto anni ed una di venti, mentre si trovano in treno tra Milano e Novara, vengono minacciate da due Nord Africani di ventidue anni, con diversi precedenti specifici, per farsi consegnare il cellulare di una delle due. Sono costrette a rifugiarsi in bagno, da dove possono chiamare la polizia che le salva qualche fermata dopo. Una storia minima, che contiene un mondo. Intanto perché nelle stazioni sta cominciando davvero a succedere di tutto. E dalle stazioni ai treni si sta formando l’idea che si viva in un mondo parallelo, dove, una volta superata la soglia, tutto sia concesso. Io viaggio spesso ed arrivare con qualche decina di minuti di anticipo significa diventare il bersaglio del racket dell’elemosina, regno quasi monopolistico di Rom e Sinti. Non prima, comunque, di avere avuto pressioni davanti alle macchinette che fanno i biglietti da parte di ragazzi di colore ed occasionalmente nord Africani per farsi dare il resto. Questa gente non fa male a nessuno, protesteranno le anime belle a sinistra. Col cavolo, mi si consenta lo sfogo. Questa gente che agisce senza grossi interventi delle autorità crea il terreno e la percezione di insicurezza. Non è teoria, non è speculazione. È la storia. A New York, negli anni 90 avevano lo stesso problema, probabilmente anche peggiore, di criminalità nella metropolitana. Giuliani lo affrontò e risolse non con più polizia, ma con bigliettai e controllori. Questo improvvisamente diede l’idea di un presidio. Non serve arrestare la gente, gli va rovinato il mercato. Un esempio? A quelli vicini alle macchinette si risponde con personale che dia indicazioni ai turisti su come fare il biglietto. Non parlo di posti fissi, bastano due voucher, sia chiaro. Per i questuanti, un’idea è mettergli dietro uno con un cartello del tipo “no al racket dell’elemosina” (con la polizia a due metri, ovviamente, per evitare spiacevoli incidenti. Le donne che raccolgono le offerte non sono mai sole) per rendere il mercato molto più complesso. Più difficile è gestire mendicanti e suonatori in metropolitana, ma là la vera piaga sono i saltatori dei tornelli, scientificamente ignorati dai dipendenti ATM che si industriano per guardare altrove.

In sostanza, stiamo lasciando crearsi un sottobosco nel quale piccoli delinquenti possono lanciarsi in salti di qualità come quello che ha colpito le due povere ragazze. Certi dell’impunità in un sistema in cui i primi cinque, dieci reati sono gratis e con l’undicesimo si prendono anche una decina di anni, di cui, magari, se ne scontano in galera solo cinque, ma i cui successivi cinque sono un lungo strascico che impedisce qualsiasi reinserimento. Sempre, ovviamente, che ci si voglia reintegrare. Ed i due ventiduenni Nordafricani, personalmente, sospetto non rientrino in questa categoria. Insomma, una storia minima con dentro tutto quello che non va di un paese che ha fatto proliferare il diritto fino a strangolare la giustizia.

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