La crisi delle banche spiegata alle casalinghe

Economia e Diritto

Milano 12 Dicembre – In Italia il sistema bancario funziona così: le banche vengono controllate dalle Fondazioni bancarie, questa vengono controllate dai partiti che riempiono i Cda delle Fondazioni di politici locali. Ad un certo punto a causa dei troppi interessi politici, della crisi finanziaria globale, dei prestiti alle aziende amiche, delle dimenticanze di chi dovrebbe vigilare ecc la banca non guadagna più, si riempie di crediti incagliati (qualche amico fallisce ecc) e va in crisi. La politica sa di aver fatto un danno e di aver già colpito i piccoli azionisti con la svalutazione delle azioni per la cattiva gestione della banca. Siccome questa Banca è messa davvero male nessun privato se la vuole comprare nemmeno a prezzi ribassati. Allora, dopo aver perso tempo e cercato di vendere la banca come si vendono i tappeti, il governo è costretto a mettere soldi pubblici (di tutti) per ricapitalizzare e salvare la banca (non senza ricadute sui dipendenti con licenziamenti, sedi chiuse ecc). I cittadini pagano due volte: la prima come piccoli azionisti o obbligazionisti, la seconda come contribuenti. A questo punto l’unica difesa dei cittadini è nell’urna elettorale e nel confidare disperatamente nell’ultimo politico che passa. Qualcuno non paga mai: i partiti, la politica locale che controlla le fondazioni, i manager scelti dalla politica, il governo.

Ps: per grandissima parte i nemici del governo, cioè “l’ultimo politico che passa”, non propongono soluzioni migliori come nazionalizzare le banche cioè dare tutto in mano alla politica.

(Lorenzo Castellani su Fb)

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