La grande ipocrisia di Monte Paschi

Economia e Diritto

Milano 10 Dicembre – Due miliardi per offrire “ristoro” agli investitori retail di MPS. Che vuol dire? Vuol dire che, ancora una volta, se investi in una banca di sinistra puoi farlo a cuor leggero. Tanto se la scommessa va male la tua quota la mette il tuo vicino di casa. Questo, in sostanza, l’asse attorno cui gira l’intera storia di Monte dei Paschi di Siena. Ci si provò anche ai tempi di Banca Etruria, ma in quel caso l’Europa non consentì la truffa. Il motivo è semplice e banale, in quel caso la banca era abbastanza piccola da poter applicare la giustizia, oltre alla legge. Come, per altre ragioni, lo erano anche Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. MPS, invece, è troppo grande per fallire senza far saltare il quadro. Quindi se ne consente la nazionalizzazione. Accettando questo, si dà il potere allo Stato di decidere cosa fare dei contratti della banca con i clienti di tutti i giorni, come voi e me. Ecco, fermiamoci un attimo: qui c’è tutto quello che non funziona nella nostra economia. Prima di tutto sgombriamo il campo: non si parla dei correntisti. Quelli vengono già garantiti da un fondo apposito sotto i 50 mila euro. Non si parla nemmeno degli azionisti, quelli la tranvata l’hanno già presa. I dettagli non sono moltissimi, ma penso possiamo escludere anche i normali obbligazionisti. Il capitale per ripagarli ci dovrebbe essere e, comunque sono i primi ad essere rimborsati. No, qui parliamo di una categoria speciale, gli obbligazionisti di riserva. E tutti quelli che si trovano in situazioni analoghe. Li abbiamo conosciuti ai tempi di Banca Etruria, quando avevano perso tutto. Qui, invece, non perderanno nulla. Perché lo Stato li garantirà. I motivi sono sostanzialmente due. In primis in Primavera si vota e non vogliamo scherzi nel cuore rosso d’Italia. Il secondo è che stavolta Bruxelles non baderà a sottigliezze per evitare un contagio sistemico. E qui, signori e signore, salutate pure il cadavere del neoliberismo. Perché manco più a quello si può dare la colpa per il disastro. Visto che in un sistema di libero mercato la banca sarebbe saltata e con essa tutto il marcio che la circondava.

Già, il marcio. Vediamo di chiarire, qui non c’entrano nulla i subprime, o c’entrano molto poco. Qui c’entra il fatto che in Italia i soldi circolano da trent’anni sempre nelle mani degli stessi. Soggetti ritenuti solvibili a prescindere, che pagavano i debiti con i debiti. Questi qui, amici di amici, prenditori più che imprenditori, sono stati falcidiati dalla crisi, ma non sono falliti. Hanno chiuso con i soldi in tasca, salutando banche e fornitori da una posizione invidiabile. 45 miliardi di sofferenze ha Monte Paschi. 45. Miliardi. La finanziaria di quest’anno è circa la metà. Per dirvi. Il sistema bancario Italiano, così com’è non è che non debba saltare. Anzi, deve. Ci vuole un incendio che bruci il sottobosco. Ma non avverrà. Il mercato Europeo, che di mercato ha solo il nome, non lo può consentire.

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